Povero padre Pio, usato come “custode” dei pusher

(di Alessandro Chetta)

 Povero Padre Pio, sfruttato  in tutte le salse. Simbolo di devozione tra i più diffusi al mondo, ma con un campionario fin troppo vario di merchandising, e poi “custode” sottoforma di statua o edicola votiva degli spacciatori napoletani. Quasi un nume tutelare dei pusher. L’ultimo nascondiglio «blasfemo» della droga è stato rinvenuto a Secondigliano in via Vannella Grassi. L’eroina era occultata  proprio in una cappella votiva del santo di Pietrelcina. Nel punto in cui era posizionata la statua la polizia ha scoperto anche un passaggio segreto. Un blitz al quale ha fatto seguito l’arresto del 38enne Vincenzo Marasco, trovato in possesso di 250 dosi tra cocaina ed eroina. Lo spaccio avveniva in un cortile privato a cui si accedeva attraverso un cancello blindato. E le sostanze, secondo la ricostruzione degli agenti, venivano cedute attraverso una feritoia da cui lo spacciatore di turno consegnava le confezioni senza muoversi dalla sua postazione in quanto si riforniva direttamente sul posto.

Nel 2008 venne scoperta a Scampia un’enorme fontana con le statue del Cristo redentore, papa Giovanni Paolo II e padre Pio in cui i clan nascondevano armi e droga. Si trattava di un colossale manufatto abusivo che i vigili urbani di Napoli provvidero non senza difficoltà ad abbattere tra le proteste dei residenti.

Tornando a Secondigliano: lo spaccio avveniva sfruttando alta tecnologia. Il presunto pusher possedeva infatti due telecomandi che consentivano di aprire due nascondigli azionati da una centralina elettrica. Altra droga era nascosta nella una cappella votiva dedicata a Padre Pio: dietro la statua si apriva una porta che accedeva ad una intercapedine utilizzata come rifugio o come passaggio segreto. Sì proprio un corridoio occultato che portava al cortile del palazzo adiacente.

 (pubblicato su ilcorriredelmezzogiorno.it del 27 giugno 2011)