Napoli: soffoca la giustizia civile

(di Marina Bisogno)

Ma quanto litigano i napoletani? Potrebbe sembrare una domanda curiosa eppure i numeri parlano chiaro: gli uffici dei Giudici di Pace di Napoli e di Barra contano, in questo primo semestre del 2011, già più di cinquemila cause civili iscritte a ruolo. Stando ai calcoli è probabile che per la seconda metà dell’anno le cifre saranno raddoppiate. Opposizioni a verbali, insidie stradali, incidenti (i celebri “tozza tozza”). Insomma chi più ne ha più ne metta, ma sta di fatto che destreggiarsi tra gli uffici giudiziari del settore civile del napoletano è davvero un’impresa. Basta avvicinarsi alle aule d’udienza per comprendere l’infelice situazione. Nonostante gli inviti a non affollare le aule e a non addossarsi alle scrivanie dei giudici, le stanze della giustizia bagattellare somigliano ad un mercato rionale, e gli avvocati non sembrano preoccuparsene poi tanto. L’obbligo di tentare la conciliazione tra le parti, in materia di sinistri stradali e condominio, è stata differito di alcuni mesi, il che incentiva il proliferare di cause. Restano in ogni caso i dubbi sulla valenza deflattiva della conciliazione, visto il cospicuo contenzioso.

“Avvocato Cascione” strillava qualcuno nei corridoi degli uffici del Giudice di Pace di Napoli in “Così parlò Bellavista”, e mai film più lungimirante. Un modus operandi consolidatosi in prassi, a cui nessuno sembra fare più caso. Nemmeno quando qualche “buon uomo” si offre per una testimonianza. Per i cancellieri, poi, tenere a banda l’orda di legali è quasi impossibile. “Siamo sotto organico, il lavoro è tanto e il Ministero non provvede con nuove assunzioni” è il leit motiv giornaliero. Neanche in Tribunale, sezione civile, la realtà cambia. Emblematico è il cartello al “ritiro atti” che qualche pioniere del mestiere ha pensato bene di integrare con un risonante “forse”a margine. È l’arte di sdrammatizzare, di arrangiare, tipica di chi è nato e lavora a Napoli. E intanto le scadenze, i ritmi concitati spingono i signori del foro a pagare qualche spicciolo in più per garantirsi prontamente fotocopie e servigi vari. Gli uffici sono sotto organico, certo, e allora bisogna incentivare chi invece il posto ce l’ha e se lo tiene stretto. È la legge della giungla, quella del più forte. Il famoso mors tua vita mea per intenderci. E costa, cavolo se costa. Provare per credere.