La solitudine di un testimone di giustizia

Pino Masciari è stato nuovamente lasciato solo. Arrivato ieri in Calabria, a Vibo Valentia – dov’era stato invitato per una iniziativa – il testimone di giustizia è rimasto senza scorta da ieri pomeriggio fino alle 10.45 di questa mattina. Solo nella tarda serata di ieri si è avuta la notizia che era fuori pericolo, dopo l’appello disperato della moglie, Marisa, che non aveva più sue notizie. “Sono profondamente amareggiata – diceva nella serata di ieri la moglie – e piana di rabbia. Sono venuti a prenderci all’aeroporto senza sapere che io e Pino avremmo dovuto fare dei percorsi diversi, con una macchina sola non blindata”. Marisa Masciari ha proseguito spiegando che dopo l’appuntamento che avevano lei e Pino la macchina era sempre una e sempre quella. Dunque Marisa è stata accompagnata all’aeroporto e Pino è stato lasciato da solo e senza scorta nel centro di Vibo Valentia. Marisa ha temuto per l’incolumità di suo marito. Storie di ordinaria follia. Le persone che sono a rischio, che combattono ogni giorno contro la mafia, vengono quasi dimenticate da chi invece dovrebbe proteggerli. Nel suo libro “Organizzare il coraggio” Pino Masciari scrive: “Ogni persona che viene a conoscenza della mia storia mi allunga la vita di un giorno”. Ricordando quanto sia importante per le vittime di mafia non essere lasciati soli. E invece succede. Succede ad un uomo che ha messo la sua vita e quella della sua famiglia a servizio della legalità. Masciari, infatti, è un imprenditore edile calabrese che ha deciso di denunciare la ‘ndrangheta che lo accerchiava, lo vessava, gli impediva di lavorare. Ha denunciato la mafia e la collusione di questa con la politica. Il grande business degli appalti. Non ha avuto paura di fare nomi e cognomi, arrivando a far aprire indagini molto importanti che hanno portato all’arresto di numerose persone. Per questo motivo ha dovuto abbandonare la sua terra, la Calabria, per entrare nel programma di protezione speciale. La sua storia comincia proprio dall’allontanamento dalla Calabria. Un incredibile periodo di esilio e isolamento. La sicurezza promessa non gli è stata garantita e giorno dopo giorno la paura ha accompagnato lui, la moglie e i due figli. Che hanno vissuto spostandosi e cambiando casa in continuazione, alla ricerca di una nuova identità. Difficile uscire dalle mura domestiche, anche se in località sempre diverse. Pino Masciari racconta anche questo quando va in giro per l’Italia, le difficoltà, i momenti di rassegnazione. Ma, nonostante tutto, ha voglia di continuare a testimoniare, dire quello che sa. La storia di Pino è esemplare per tutti coloro i quali pensano di non potersi ribellare. Masciari insegna che la forza e la testardaggine tipica dei calabresi può essere usata anche per riscattare una regione piegata dalla mafia. Non chiede nulla a nessuno. Ma ha bisogno di sapere che la gente crede in lui, che ci sono tanti calabresi onesti che gli stanno vicino e che condividono il suo stile e la sua determinazione. Insieme alla dignità con cui la moglie e i suoi figli (da piccolissimi) hanno affrontato numerosissime sfide, senza mai votargli le spalle. La storia di Pino è una storia d’amore bellissima. Amore per la sua terra. Amore per la sua famiglia. Amore per la vita. Anche dopo questa disavventura andrà avanti, per fare conoscere “la nostra vita contro la ‘ndrangheta” a quanta più gente possibile”.