Da Trapani a Marsala a sostegno di Marco Pannella

(di Jana Cardinale)

Tendere la mano a un uomo di grandi passioni prestato alla politica, che, da sempre, come un esempio che non si placa facendo ricorso alla “fede” per la giustizia, attua la sua lotta non violenta in nome dei diritti civili, inviolabili eppur  troppo violati. E’ con questo spirito che i consiglieri comunali marsalesi, Lillo Gesone e Manlio Mauro, sono intervenuti sull’emergenza carceri in segno di solidarietà con lo sciopero della fame e della sete portato avanti dal leader dei Radicali, Marco Pannella, invitando il sindaco, Renzo Carini, e il presidente del massimo consesso civico, Oreste Alagna, a prendere posizione. L’iniziativa di Pannella, in sciopero della fame dal 20 aprile e dal 20 giugno anche in sciopero della sete, ha trovato il sostegno dell’Associazione Nazionale Magistrati. I due consiglieri comunali hanno chiesto al sindaco e al presidente Alagna di scrivere una lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per far sentire anche la voce di Marsala, e non escludono di aderire allo sciopero della fame. Pannella, che è ricoverato da lunedì pomeriggio su richiesta dei sanitari, è stato affiancato finora da circa quindicimila persone che hanno scelto di sostenerlo con la loro azione di digiuno: detenuti e loro familiari, avvocati penalisti, agenti di polizia penitenziaria, direttori di carceri oltre ad esponenti radicali e comuni cittadini. La sua lotta non violenta viene portata avanti affinché si apra quanto meno un piccolo dibattito tra i politici e sulla stampa.

Ma la città di Marsala non è isolata in questo percorso di ascolto e condivisione del problema. Dopo i consiglieri Mauro e Gesone, infatti, sono intervenuti con sollecitudine anche i consiglieri provinciali di Sinistra e Libertà, il marsalese Ignazio Passalacqua e il trapanese Giuseppe Ortisi, chiedendo al presidente del Consiglio Provinciale di Trapani, Peppe Poma, di farsi interprete, a nome dell’istituzione che rappresenta, dei piu’ vivi sentimenti di solidarieta’ nei confronti dell’onorevole Marco Pannella, unitamente all’appello ad interrompere le forma estrema di protesta che potrebbe avere gravissime conseguenze. Ortisi e Passalacqua ricordano come Pannella, fondatore e leader del Partito Radicale, piu’ volte parlamentare nazionale ed europeo,dal 20 aprile sia in sciopero della fame e,da qualche giorno, si astenga pure da assumere liquidi. <Tutto ciò – dicono – per protestare contro le condizioni nelle quali vivono i detenuti nelle carceri italiane, condizioni di grave sovraffollamento e di emergenza sanitaria>. L’argomento non è nuovo nel territorio, e già la scorsa estate una delegazione dei Radicali è stata in visita, nell’imminenza di ferragosto, alle carceri marsalesi e a quelle della provincia, comprese Castelvetrano, Trapani e l’isola di Favignana: proprio lì l’onorevole Rita Bernardini si soffermò con attenzione, denunciando poi in un’accurata rassegna, le storture registrate. Sull’argomento, sull’amnistia, anche l’unione Camere penali d’Italia aderisce allo sciopero della fame a staffetta. Intanto Pannella, come cita il Radicale Francesco Pullia, “ottantuno anni, dal 20 aprile è in sciopero della fame perché in questo paese, straripante di imbroglioni, millantatori e opportunisti, possa esserci un barlume, sì un barlume, una briciola, di democrazia”. L’ennesima battaglia non violenta, condivisa anche dai politici del territorio è stata attuata proprio “perché l’Italia torni una democrazia. Perché torni ad esserlo in qualche misura, secondo gli standard internazionali”. Il riferimento è (anche) a nodi cronici come quello delle carceri sovraffollate. Mario Staderini, segretario di Radicali italiani, ricorda che nei nostri penitenziari ci sono 24 mila detenuti in più rispetto ai posti disponibili e negli ultimi anni sono morti in 1800, dei quali 650 per suicidio. Pannella lamenta da tempo anche l’assenza di un “vero confronto democratico” su temi come il bilancio dello Stato e l’antiproibizionismo. Iniziative per l’amnistia si sono svolte, sono in corso o in programma grazie alla mobilitazione dei militanti Radicali in moltissime città d’Italia, tra cui Cagliari, Bologna, Biella, Napoli, Bolzano, Sollicciano, Padova, Potenza, Roma, Siracusa, Catania, Milano, Salerno e Palermo.