Auditorium, una questione politica

(di Paolo De Chiara)

“Melogli ha abboccato”. Non usa mezzi termini il consigliere comunale di maggioranza al Comune di Isernia Domenico Cerrone (quota An) per spiegare il suo punto di vista sull’Auditorium. Dopo l’intervista movimentata al primo cittadino ecco le parole di un rappresentante della stessa maggioranza del sindaco Melogli. Il giovane avvocato è netto nel suo giudizio. Il “gigante che si vuole liberare dalle catene”. Con questa metafora descrive il suo concetto. Bocciando senza appelli l’operato del suo sindaco e della sua amministrazione: “uno dei più grossi errori che ha fatto Melogli è quello dell’Auditorium”. Ma non dimentica di dare un giudizio complessivo (“In una scala da uno a cento non supera il 50%. Secondo me Melogli non ha amministrato bene”). Il consigliere è critico. Le sue parole sono pietre. “Puntualmente l’avanzo di amministrazione viene destinato al cemento armato e alla viabilità, sempre alle solite storielle. Loro così amministrano la città”. Cerrone, dopo il mancato allargamento della giunta comunale (era stato indicato dal vertice del suo partito ad entrare come assessore) ha da tempo deciso di togliersi i famosi sassolini dalle scarpe. Veri macigni che Cerrone scaglia contro il primo cittadino del capoluogo pentro. “Uno scempio edilizio in atto”. Queste le parole utilizzate sulla stampa locale. Per il componente della III commissione consiliare la mega struttura faraonica “resterà uno scatolone incompiuto di ferro e cemento armato”. Lo stesso concetto del giornalista di Repubblica Antonello Caporale (una montagna di soldi per realizzare un complesso faraonico: 35mila metri quadrati coperti (l’ex stadio comunale) con quasi tremila posti a sedere tra cinema, anfiteatro e sala principale. Tutta per una cittadina di appena ventimila abitanti”. Per il giornalista “quest’opera non sarà nemmeno completata, rimarrà incompiuta. Lo Stato ha già speso 31 milioni di euro e non ha più risorse per questa voce di bilancio”). Ma per il primo cittadino del capoluogo pentro sull’Auditorium “sono state scritte solo cazzate”. Cosa ne pensa Cerrone? “Lui si esprime così. Probabilmente è abituato a parlare di cazzate, se usa il termine cazzate. Non sono fesserie. Perché ci sono delle delibere di giunta”.

Può spiegare meglio?

“Sei o sette mesi fa la giunta comunale fa delle delibere dove dice “cari signori, il Governo ha tagliato”. L’errore politico di Melogli è stato nel fidarsi, se poi si è fidato in buona o mala fede non lo so, di un Governo che gli ha detto “ci sono dei soldi, fai l’Auditorium”. A mio modo di vedere il Governo ha fatto vedere dei soldi che non c’erano”.

Secondo Lei per quale ragione?

“Semplicemente per far lavorare persone che dovevano fare progettazione e cemento armato. E’ una questione politica l’Auditorium, non molisana, ma a livello nazionale. E Melogli ha abboccato. Ora che sia buona o malafede ci sta dentro”.

Perché incompiuto?

“I soldi non ci sono più. A meno che il Governo non ce li rimette, ma io non ci credo, e ha ragione Melogli. E ha fatto bene a fidarsi. E’ una questione di intuito. Se lui ha avuto buon intuito ne ha i meriti. Se ha avuto un cattivo intuito ne deve pagare le conseguenze. L’indizio che ha sbagliato sono le sue delibere di giunta”.

Cosa dicono?

“Due delibere di giunta dicono che il campo sportivo non si potrà più fare. Quando fu abbattuto il X Settembre (lo storico campo di calcio cittadino, ndr) fu promessa alla cittadinanza che avrebbero fatto un nuovo campo sportivo. Poi per aver fatto funzionare l’Auditorium avrebbero fatto la Torre led, quella con tutte le insegne pubblicitarie e poi la galleria commerciale con i negozi che pagano per sostenere. La  benzina dell’Auditorium. Le delibere dicono che la torre led non si può fare, la galleria commerciale non si può fare più perché non ci stanno, attualmente, i soldi. E’ destinata ad assere una scatola di cemento armato”.

Perche Lei parla di scempio edilizio?

“Chi l’ha progettato può essere anche il più grande progettista del mondo, ma fa schifo. Sta ristretto in mezzo a dei palazzi, sembra un gigante che si vuole liberare delle catene”.

Serviva a Isernia un Auditorium di 35mila metri quadrati?

“Molti mi hanno chiesto perché non viene messa l’Università in quella struttura. E infatti ho lanciato l’idea”.

L’Auditorium rientra nei “grandi eventi”. Con una procedura di emergenza. A Lei non sembra strano che dietro l’Auditorium ci sia un certo Fabio De Santis (all’epoca nominato su incarico del Governo responsabile unico del procedimento e arrestato per gli appalti della protezione civile), Mauro Della Giovampaola (coordinatore dei lavori dell’Auditorium, arrestato per gli appalti della protezione civile) e Riccardo Miccichè (il manager di parrucchieri. Di lui i Ros di Firenze scrivono: “il fratello Fabrizio è responsabile tecnico della ditta “Giusylenia srl”, impresa sotto il controllo di esponenti della Cosa nostra agrigentina, accusata di aver favorito la latitanza di Brusca e dunque sotto il tallone di Bernardo Provenzano”)?  

“Non so chi sono. Se questo che mi dici sta scritto sui giornali ed è vero è gravissimo. Questo significa che quello che pensavo ingenuamente, cioè che i soldi sono stati dati per far guadagnare progettisti e produttori di cemento armato, è vero. L’Auditorium resterà un’opera incompleta. Mi sembra che Caporale è un giornalista autorevole. E’ una vita che scrive Caporale. E’ noto, sicuramente più noto di Gabriele Melogli”.

Queste presenze saranno portate all’attenzione del consiglio comunale?

“Esiste l’interrogazione verbale. Nel prossimo consiglio comunale (27 giugno 2011, ndr) chiederò spiegazioni a Melogli”.