Auditorium, per Melogli: scritte solo cazzate

 

 

(di Paolo De Chiara)

 La grande opera annunciata a gran voce dal sindaco di Isernia Melogli non è ancora pronta. L’auditorium faraonico è ancora in costruzione. Mancano i fondi. Milioni di euro. Il vanto dell’amministrazione comunale doveva essere inaugurato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In occasione dei festeggiamenti dei 150anni dell’Unità d’Italia. I lavori sono ancora in corso. Mancano pochi mesi alla conclusione dei festeggiamenti. Secondo Gabriele Melogli, il primo cittadino al secondo mandato, il “complesso faraonico” è necessario. Per adesso restano le polemiche. Insieme alle indagini di alcune Procure italiane. Anche la stampa nazionale si è occupata di questa vicenda. In un articolo di Repubblica.it Giuseppe Caporale (20 aprile 2011) ha scritto: “una montagna di soldi per realizzare un complesso faraonico: 35mila metri quadrati coperti (l’ex stadio comunale) con quasi tremila posti a sedere tra cinema, anfiteatro e sala principale. Tutta per una cittadina di appena ventimila abitanti”. Per il giornalista “quest’opera non sarà nemmeno completata, rimarrà incompiuta. Lo Stato ha già speso 31 milioni di euro e non ha più risorse per questa voce di bilancio”. Abbiamo rigirato, qualche giorno dopo la pubblicazione dell’articolo, la questione al sindaco Melogli. Ne è uscita fuori un’intervista un po’ movimentata.

“L’auditorium degli sprechi. Un monumento allo spreco di denaro pubblico”. Così ha scritto il giornalista di Repubblica Giuseppe Caporale sull’opera in costruzione. Si sta muovendo anche la magistratura. Lei cosa ha da dire?

“Non so se avete letto la rettifica che è stata fatta proprio dall’ing. Barone, il quale ha precisato che mai si è espresso con certi termini proprio nell’intervista che è stata fatta con il giornalista Caporale. Lo stesso giornalista, da quello che mi ha scritto con un’email Barone, si era impegnato a cancellare la notizia dal sito di Repubblica. Cosa che non ha fatto”.

L’articolo si può leggere facilmente sul sito di Repubblica.it.

“La Repubblica è un giornale contrario a tutte le amministrazioni di centro-destra. Quello che mi dispiace come sindaco della città è la mistificazione della realtà. Dire che si sta facendo una politica contro la città di Isernia e che questa politica viene spinta da personaggi che operano in questa zona è poco. Vorrei ricordare a questi censori e a questi moralisti dell’ultima ora, che lo Stato sta costruendo ad Isernia da oltre trent’anni il cosiddetto Museo del Paleolitico. Lo sta costruendo il Demanio. Sono stati spesi, penso, una trentina di miliardi di vecchie lire e l’opera dopo 30anni ancora non è stata ultimata”.

Lei come spiega i costi lievitati: da 5 a 55 milioni di euro?

“E’ una falsificazione, è una mistificazione vergognosa. I 5 milioni di euro era l’importo del progetto del Concorso Internazionale di Idee che è stato bandito dal Comune di Isernia. L’ultimo punto del mio programma elettorale parlava dell’Auditorium. Ora se si vuole immaginare che nel 2002 immaginavo che ci sarebbe stato il Concorso Internazionale di Idee, ci sarebbero stati i finanziamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia e avessi portato avanti questo disegno criminoso, dal 2002 fino a oggi, mi sembra un poco esagerato”.

Quindi?

“Quando nel 2004/2005 avevo concluso, quasi, tutti quanti gli impegni che avevo assunto con la cittadinanza mancava l’Auditorium. Ho parlato con il Presidente Iorio e abbiamo fatto un Concorso Internazionale di Idee, finanziato esclusivamente dalla Regione Molise con l’importo di 400mila euro. E’ stato fatto un Concorso Internazionale, hanno partecipato gruppi di professionisti che venivano anche dall’estero. All’esito della selezione fatta dalla commissione, di cui non faccio parte, sono soltanto presidente onorario senza diritto di voto, presieduta dall’architetto Di Lonardo e della quale faceva parte il professor Scarpa dell’Università di Venezia, il professor Masiero e un incaricato nazionale dell’Ordine degli Ingegneri. Questa commissione, all’esito degli esami di tutti quanti i progetti, all’unanimità ha individuato come progetto vincitore quello del gruppo di professionisti che faceva capo al professor Culotta. Non entro nel merito della questione. La valutazione del progetto era fatta per 5milioni di euro, ma riguardava soltanto le opere strutturali”.

Come si arriva ad inserire l’opera nei festeggiamenti, che terminano il prossimo dicembre, dell’Unità d’Italia?

“Quando vengo a sapere dei finanziamenti per i festeggiamenti dei 150 anni prendo il progetto dell’Auditorium e lo porto a Roma”.

E rientra nei “grandi eventi”. Dove la procedura diventa di “emergenza”, senza un codice di appalti pubblici…

“Non so che cosa devo dirti. Ho preso il progetto e l’ho portato a Roma. Tutto il resto non è fatto dal Comune di Isernia. Non c’entra nulla il Comune di Isernia. Sono procedure che sono state individuate dal Ministero, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che allora presidente del consiglio era Prodi e di questi progetti si interessava il vice presidente del Consiglio dei Ministri Rutelli. I soldi li ho avuti dal governo di centro-sinistra. Da Rutelli, da Prodi, da Di Pietro. Questi sono i riferimenti”.

Quanti soldi ha avuto?

“Quattro milioni e mezzo di euro li ha messi la Regione Molise, quindi, sedici milioni di euro. Una cosa del genere”.

Sulla costruzione di quest’opera restano delle stranezze.

“A me non piace questo modo di condurre le interviste. Questa non è un’intervista, è un interrogatorio. A me non piace così, altrimenti la interrompo l’intervista. Perché se queste cose devono diventare fonte di… non mi sta bene. L’intervista è una cosa diversa. Le domande fatte così, per provocare…”

Sindaco, se leggiamo…

“Tu puoi leggere quello che vuoi. Non ti autorizzo a mandare questa intervista. Cosa me ne può fregare a me di quello che scrive Caporale”.

Non lo scrive solo Caporale…

“Cosa mi interessa. Leggi la risposta che ha dato Barone a Caporale”.

Cosa c’entra la risposta di Barone?

“Perché devo leggere le stupidaggini che scrive questo signore”

Le sto facendo delle domande.

“Non stai facendo delle domande. Nemmeno la Procura della Repubblica fa domande con questo tono”.

Forse perché siete abituati ai “cani da compagnia”.

“Voi siete solo giornalisti di una parte che cercate di estorcere delle dichiarazioni contraddittorie a colui che viene intervistato per poter poi pubblicare sui giornali con i vostri bei titoli ad effetto. La verità è una soltanto. Che state facendo un danno enorme alla città di Isernia. Non a Gabriele Melogli, perché l’Auditorium non è di Gabriele Melogli. Sappiate una cosa: le opere importanti che sono state realizzate nella città sono state realizzate da questa amministrazione. Che cosa è stato fatto in passato? Caporale è stato imbeccato da qualche giornalista o giornalaio di queste zone. Perché non credo che Caporale si sta a preoccupare di quello. Ci sono tante opere in Italia. Il governo centrale ha dato, per 150anni dell’Unità d’Italia, 233 milioni di euro alla città di Firenze, 190 milioni di euro alla città di Venezia e state a criticare a Isernia che ha avuto 20 milioni di euro?

Sembra strano che questi fondi aumentati…

“Ma che cosa è aumentato?”

I fondi stanziati.

“Sono 30mila metri quadri. Se vuoi mettere mille euro a metro quadro sono già 30milioni di euro. Ma di che cosa state parlando? Sono state fatte denunce alla Procura della Repubblica a Isernia, a Firenze, a Perugia…”

A Roma.

“A Roma. Alla Corte dei Conti. Ma che altro dobbiamo dire. Le indagini le fanno le Procure”

Dietro all’opera…

“Vi dovete vergognare di abitare a Isernia”.

La ringrazio. Non Le sembra strano che dietro l’Auditorium ci sia un certo Fabio De Santis (all’epoca nominato su incarico del Governo responsabile unico del procedimento e arrestato per gli appalti della protezione civile), Mauro Della Giovampaola (coordinatore dei lavori dell’Auditorium, arrestato per gli appalti della protezione civile) e Riccardo Miccichè (il manager di parrucchieri. Di lui i Ros di Firenze scrivono: “il fratello Fabrizio è responsabile tecnico della ditta “Giusylenia srl”, impresa sotto il controllo di esponenti della Cosa nostra agrigentina, accusata di aver favorito la latitanza di Brusca e dunque sotto il tallone di Bernardo Provenzano”)?

“Non so neanche chi siano. Non sono mai venuti a Isernia al di là delle cazzate che stanno scritte la sopra. De Santis non è mai venuto a Isernia. L’ho visto una sola volta in tutta la mia vita. Ma chi sono questi personaggi? Queste domande nemmeno la Procura della Repubblica. Non sapete di che cazzo parlate. Questa è la verità, non sapete di che cosa state parlando. Non lo sapete. Queste persone operavano a Roma, facevano parte dell’unità di missione che ha curato il progetto di Isernia, insieme agli altri. Chi doveva firmare queste cose?”.

Non ci sono delle stranezze?

“Ma che stranezze. Queste cose qua sono oggetto di denunce fatte quotidianamente alla Procura della Repubblica”.

E quindi?

“Il modo di fare è di una scorrettezza unica. Vieni qua, registri… Che cosa fai? Questa cosa qua la mandi alla Procura della Repubblica?”

Faccio il mio dovere.

“C’è modo, modo e modo di fare il giornalista”

Perché dice che porto la registrazione di questa intervista alla Procura della Repubblica?

“Gliela puoi portare. Franco Valente me ne ha fatte 300 di denunce alla Procura della Repubblica. Da adesso in poi interviste a te non le rilascio più”.

La ringrazio.

“E stai attento a cosa scrivi”.