Attacco alla legalità

Ennesima intimidazione alla cooperativa Valle del Marro. I ragazzi che lavorano sui terreni confiscati alla ‘ndrangheta sotto la guida di Libera, l’associazione di don Luigi Ciotti che in Calabria e nella Piana di Gioia Tauro è coordinata da don Pino De Masi, andranno comunque avanti con forza. Un incendio doloso ieri ha provocato la distruzione di circa sette ettari degli undici complessivi di un uliveto in località Castellace, a Oppido Mamertina. Una nuova difficoltà da superare per chi da anni risponde alla mafia aggregando i giovani ed educandoli alla legalità. Ogni estate diversi sono i ragazzi che vanno a visitare i campi di Valle del Marro – Libera Terra, provenienti da numerose città del Nord Italia . Un segnale positivo in una regione piegata dalla ‘ndrangheta. Che dimostra come sia possibile riappropriarsi della propria terra senza scendere a compromessi e senza fare patti con la mafia, aggredendola piuttosto nel suo punto più debole: l’economia e la gestione delle proprietà che furono dei mafiosi. Tramite il lavoro nei campi è infatti possibile incrementare il mercato della legalità e i prodotti vengono venduti in tutta Italia con il marchio di Libera. Una cosa che evidentemente dà fastidio ai mafiosi che già altre volte si sono fatti sentire con altrettante intimidazioni. Subito la reazione di don Luigi Ciotti cha ha commentato così: “Le fiamme- ha detto il presidente di Libera- che hanno colpito l’uliveto in Calabria insieme alle altre intimidazioni subite in questi giorni provocano disorientamento e fatica, ma non fermeranno la scelta, l’impegno, la determinazione di Libera e della sua rete nell’opera di restituzione alla collettività, in Calabria come in tante altre parti del Paese, di quanto le mafie hanno sottratto con la violenza e la minaccia”. E proprio perché si è in tempi difficili don Ciotti ha invitato a moltiplicare le ragioni della speranza. Così come la determinazione, l’impegno, la costanza e la denuncia per questi fatti. “Il nostro impegno per la legalità e la giustizia  – ha aggiunto – non subirà alcun cedimento e queste intimidazione sono la riprova del positivo che in quella terra come nel resto del paese stiamo cercando di costruire anche grazie alla preziosa opera di magistratura e forze dell’ordine, dell’associazionismo, del mondo cattolico e  di molte amministrazioni attente. Un positivo che allarma e infastidisce chi vuole continuare a imporre le logiche della violenza e del profitto illecito”. Il presidente della cooperativa Valle del Marro, Giacomo Zappia, ha messo in evidenza le difficoltà per la ripresa delle attività: “Questo gravissimo danneggiamento ci riempie di rabbia e di profonda amarezza. Così non è possibile andare avanti. Così si azzera tutto il lavoro fatto in questi anni a proprie spese: lavoro di bonifica e di ripristino per rendere coltivabili quelli che un tempo erano dei boschi e oggi sono dei giardini fioriti. Perdendo il raccolto, vengono meno le condizioni per continuare a dare risposte occupazionali attraverso l’uso sociale dei beni confiscati alla mafia.” Anche in questi casi, è importante non arrendersi e non perdere la speranza. Sicuramente la mafia che s’infastidisce per il successo di Libera, mostra, con le intimidazioni, segni di debolezza. Ma i ragazzi, che rappresentano la parte sana della regione, non si arrenderanno.  

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