Il riciclo, unica salvezza per la città di Napoli

(di Marina Bisogno)

Ci sono notizie che fanno male, specie quando la città dove sei nata e cresciuta è ingombra di rifiuti. La solita camorra, la solita speculazione politica, la solita incapacità di attuare un piano di gestione serio, finalizzato all’eliminazione della monnezza attraverso il riciclo totale. È il piano rifiuti zero, tanto osannato dagli ambientalisti e da Paul Connet, grande esperto in materia, in visita nel napoletano proprio in questi giorni. La notizia è che dalle produzioni agroalimentari si può produrre bio-metano, a tutti gli effetti uguale al metano che arriva nei tubi del gas nelle nostre case. In Svizzera e in altri Paesi dell’Europa si alimentano così anche i motori, mentre a Napoli non abbiamo nemmeno gli impianti di compostaggio, e l’umido marcisce in strada o, nel migliore dei casi, viene sversato nelle discariche senza essere trattato. E proprio di recente il Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania ha denunciato che la Regione ha dato il via al Piano Regionale di gestione dei rifiuti (vedi Malitalia http://www.malitalia.it/2011/04/l%E2%80%99atavica-battaglia-dei-rifiuti/) senza che lo stesso venisse ufficialmente approvato. Nella lettera inviata alla Commissione Europea, i Comitati fanno sapere che ancora una volta si procederà alla nomina di commissari e alla realizzazione di inceneritori, in linea con la solita strategia camorristica (vedi malitalia http://www.malitalia.it/2011/03/l%E2%80%99affaire-della-munnezza/). In realtà non si capisce come possa l’ente provvedere alla nomina dei commissari straordinari, dal momento che Berlusconi, nel 2009, ha dichiarato che l’emergenza era stata risolta. Nodi tutti da sciogliere, specie se si pensa, come racconta la più scontata delle favole metropolitane, che il Presidente Berlusconi è già pronto per un altro miracolo napoletano. “Alla luce di tutto questo abbiamo ritenuto  necessario mettere al corrente la Commissione Europea affinché possa valutare il comportamento della Regione Campania. Il Piano regionale non definisce obiettivi per il breve periodo, non è credibile sul lungo, non punta sul riciclo ma sull’incenerimento e non rispetta la gerarchia europea. Siamo fiduciosi quindi che, a queste condizioni, lo sblocco dei fondi europei non ci sarà.” ha incalzato il Co.re.ri. E sempre dal Co.re.ri fanno sapere che persino il Commissario europeo all’Ambiente Potoçnik ha avanzato possibili soluzioni per porre fine a quest’intollerabile crisi nostrana.  E allora che fare? Come possono i cittadini difendersi da questa speculazione infinita? Ebbene, il capo III del decreto legislativo n 507 del 1993(http://www.comune.jesi.an.it/MV/leggi/dlvo507-93.htm) prevede che il mancato servizio di raccolta dei rifiuti urbani, tale da determinare una situazione sanitaria di danno o pericolo alle persone o all’ambiente, autorizza il contribuente per mezzo di domanda scritta a richiedere uno sgravio o una restituzione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.  Una soluzione irrisoria ma certamente consolatoria.