Elemosina fuorilegge

(di Paolo De Chiara )

A Isernia il sindaco Melogli, che dice “no agli immigrati”, annuncia: “Non siamo in India”

“La faccio per un fatto d’immagine”. Ecco la parola chiave. L’immagine. Il sindaco di Isernia, Gabriele Melogli (che si ama definire indipendente, ma molto vicino al PdL), ha annunciato un’ordinanza che vieterà l’elemosina: “la faremo dopo le tante richieste dei cittadini”. E della stampa locale. Che il 24 aprile scorso scrive: “servirà anche per evitare comportamenti molesti nei confronti dei cittadini oppure per scongiurare che la richiesta di elemosina sia propedeutica ad altro tipo di reato”. Dello stesso avviso il comandante dei Vigili Urbani, Giulio Castiello (nominato da Melogli): “abbiamo suggerito al sindaco di firmare l’ordinanza che ci dia gli strumenti per intervenire”. Abbiamo avvicinato il sindaco. Per capire il “pericolo” che corre il piccolo capoluogo pentro. E per registrare il suo ragionamento. Lo abbiamo intervistato lo scorso 28 aprile. Ad oggi l’ordinanza non è stata ancora firmata. Resta il solo annuncio: “sto preparando un’ordinanza, perché mi hanno detto che è necessaria”.

Chi l’ha detto che è necessaria?

“Normalmente si dice che sia necessaria. E’ opportuno fare un’ordinanza del genere. Abbiamo notato una cosa, anche io personalmente, che soprattutto in questi giorni di Pasqua davanti a tutti i centri commerciali stazionavano delle persone che chiedevano l’elemosina. Sono sensibile di fronte alle persone che hanno difficoltà economica, però non tollero che vengano con il pullman la mattina per accompagnare qualcuno che li scarica in questi posti strategici, con la finalità di raccogliere quello che si può raccogliere e poi vanno a cambiare questi soldi. Mi hanno detto che c’è stato qualcuno di questi che ha cambiato 500 euro. Sto preparando un’ordinanza per evitare l’accattonaggio nella città”

A chi danno fastidio queste persone? Ai cittadini di Isernia?

“Certo che danno fastidio ai cittadini. Non danno fastidio?”

Secondo me no.

“Un conto è che ci sono delle persone di Isernia che hanno bisogno di aiuto, ma se diventa un fatto speculativo di gente che viene da fuori e scarica in posti strategici. Mi hanno detto che al centro commerciale ci stava un bambino lasciato e messo per terra. Queste cose le ho viste in India, dove lo facevano a livello scientifico dove stavano i turisti. Sinceramente questa è una cosa che non giova all’immagine della città”.

In un articolo della stampa locale si legge: “Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, servirà anche per evitare comportamenti molesti nei confronti dei cittadini oppure per scongiurare che la richiesta di elemosina sia propedeutica ad altro tipo di reati”. Lei concorda con queste parole?

“Assolutamente, non ho letto una cosa del genere. Lo faccio per un fatto di immagine”

Anche altri Sindaci hanno tentato questa strada e sono stati aspramente criticati e bocciati.

“L’accattonaggio è un reato”

Allora a cosa serve l’ordinanza?

“E’ un rafforzativo del fatto che non gradiamo che vengano fatte delle operazioni speculative. Non mi riferisco a chi sta in difficoltà economica, che ha bisogno di aiuto. Ora sono scomparsi tutti quanti”.

Ci sono.

“E’ finito il pienone e allora si regolano diversamente. Ritengo che sia un fatto di organizzazione”

Così colpite anche le persone in difficoltà, non solo quelli organizzati. Sempre se è vera la sua tesi.

“Lo scopo non è colpire chi sta in difficoltà, ma chi organizza e che approfitta del buon cuore delle persone per farci attività speculativa”.

Le persone in difficoltà non andrebbero aiutate in modo diverso?

“Abbiamo fatto, soprattutto, l’anno scorso una politica sociale che ci riconoscono tutti, tranne chi non vuol vedere. Abbiamo fatto lavorare gente che non avrebbe mai lavorato”.

Cosa ci sarà nell’ordinanza?

“Ancora non l’ho fatta l’ordinanza. Certo non sarà come l’ordinanza che fece il sindaco Dominici a Firenze. Quella era una cosa ridicola. Non si possono stabilire delle sanzioni penali, questo spetta al legislatore”.

A cosa servirà l’ordinanza?

“Le persone che vengono da fuori devono sapere che questi atteggiamenti non sono tollerati dai cittadini”.

Dai cittadini?

“Dalla Polizia Municipale”

E in che modo potrà intervenire la Polizia Municipale?

“Farà quello che deve fare”

In che modo?

“Allontanandoli”.

Non si possono posizionare in altri luoghi, in altre zone della città?

“Non mi posso mettere a fare discussioni di questo genere. Questa è un’ordinanza e ha una finalità. Evitare, entro i limiti in cui è possibile, che si facciano operazioni speculative”.

Non rischia di…

“Diventare impopolare? Più impopolare di così”

Di diventare un sindaco sceriffo.

“Ma quale sceriffo. Quando mi hanno chiamato per gli immigrati ho detto di no”.

Perché?

“Non perché sono un uomo di destra, ma perché dobbiamo finire con questa forma di demagogia e populismo. Ho spiegato questo alle persone che mi chiedevano se la città di Isernia fosse disponibile ad accogliere gli immigrati che stavano sbarcando a Lampedusa. Ho detto che non avevamo questa possibilità. Perché ogni settimana mi vengono a  chiedere o il lavoro o le case. Non riesco a soddisfare neanche le esigenze dei cittadini che stanno qua da anni e che chiedono, giustamente o lavoro o case, figuriamoci se posso venire incontro alle esigenze, pur legittime, di chi ha bisogno di tutto”.

Immigrati no, ma nucleare si.

“La politica del nucleare è stato un travisamento fatto dai giornali. Quando ho detto che ci avrei pensato bene prima di dire no al nucleare mi riferivo soprattutto ai politici, che mentre dicono una cosa in realtà ne fanno un’altra. Isernia non potrebbe mai essere sede di un impianto nucleare”.

Lei a quale categoria appartiene?

“Io appartengo alla categoria di politici che dicono quello che pensano e non faccio come tanti altri. Che dicono una cosa e ne pensano e ne fanno un’altra. Perché fanno ragionamenti utilitaristici e hanno a che fare con le votazioni, con il consenso, cosiddetto, popolare. Parlai del nucleare come esempio. Ho detto: secondo me dalle parti di Termoli, mentre dicono che sono contrari al nucleare, stanno sottobanco trattando per far approdare il nucleare in quella zona”.

Chi sta “trattando sottobanco”? La classe politica?

“Ho detto che secondo me c’è chi dice di essere contrario al nucleare, ma sottobanco sta trattando di avere il nucleare Perché sinceramente…”.

A chi si riferisce? Chi tratta “sottobanco”?

“Non sto facendo nessuna accusa a nessuno. Quando parlo di questo, parlo soprattutto della classe imprenditoriale. Una centrale nucleare è un grande business per il territorio. Prima di dire no a una cosa del genere avrei chiesto di poter avere tanti di quei benefici per il nostro territorio che, probabilmente, avremmo potuto vivere tutti quanti senza fare più niente”.