Colpo alla camorra: catturato il superlatitante Peppe ‘o ciuccio

(Alessandro Chetta)

Preso anche Peppe ‘o ciuccio. Un altro latitante storico finisce nella rete della squadra mobile di Napoli che batte un altro colpo nella lotta alla camorra. Il presunto reggente del clan Contini e Mallardo, all’anagrafe Giuseppe Dell’Aquila, era ricercato da 9 anni: sfuggiva all’esecuzione di un ordine di incarcerazione disposto dalla procura di Napoli in seguito a una condanna per reati di rapina e porto abusivo di armi da sparo. Peppe ‘o ciuccio era inserito nell’elenco dei 30 latitanti (una lista che va assottigliandosi ma che sconta un problema: se ne cattura uno e ne subentra un altro, il 31esimo).

La cattura è avvenuta al termine di una lunga attività investigativa coordinata dai pm Antonello Ardituro, Marco Del Gaudio e Catello Maresca, della Dda. Al momento del blitz Dell’Aquila si trovava in una villetta di Varcaturo, enorme territorio che rientra nel comune di Giugliano, molto vicino al Casertano, area d’influenza dei Casalesi. In quella abitazione, “protetta” da telecamere e anche da spesse tende sempre chiuse, Peppe ‘o ciuccio aveva trovato rifugio da alcune settimane, come hanno confermato le intercettazioni ambientali.

 «Recenti contributi investigativi – hanno spiegato gli inquirenti – evidenziano come il clan Mallardo, sotto la guida di Dell’Aquila, si è reso protagonista di importanti investimenti nel settore edilizio-immobiliare, reinvestendo capitali indebiti. L’operazione infligge un ulteriore duro colpo al gruppo criminale, privandolo del suo attuale capo strategico, e rientra in un più ampio dispositivo di intervento teso a disarticolare le strutture criminali della Camorra campana». In base alle indagini, il clan Mallardo di Giugliano, recentemente decapitato con la cattura di Feliciano ‘o Sfregiato, aveva assunto il controllo delle attività economiche in diverse cittadine laziali tra cui Terracina, Sabaudia, Fondi, Lariano e Anzio, soprattutto nel business sempreverde del settore edilizio. Dell’Aquila – considerato uno dei fondatori della cosiddetta “alleanza di Secondigliano”, il cartello di famiglie che negli anni ‘80 dominò la scena criminale napoletana – è cognato dei boss Eduardo Contini, che controlla il quartiere napoletano del Vasto (zona Ferrovia) e Francesco Mallardo, capo dell’omonimo clan di Giugliano: i tre hanno infatti sposato tre sorelle.

 Raggiante il ministro dell’Interno Roberto Maroni: «È un successo investigativo di altissimo livello e soprattutto un’altra grande vittoria dello Stato contro la criminalità organizzata».