Sono etiope, sono un uomo

(di Marina Bisogno)

Ha riscosso un notevole successo la proiezione,presso il Caffè letterario Nuovevoci di Torre Annunziata, del docufilm “Come un uomo sulla terra” di A.Segre, D.Yimer e R. Biadene. Il documentario è la testimonianza della vita di Dag, giovane etiope, che a causa della forte repressione politica nel suo paese, decide di emigrare. Nel 2005 arriva in Libia dove si imbatte in una serie di disavventure legate non solo alle violenze dei contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il Mediterraneo, ma anche e soprattutto, alle sopraffazioni e alle violenze subite dalla polizia libica. Sopravvissuto alla trappola libica, Dag riesce ad arrivare via mare in Italia, a Roma, dove inizia a frequentare la scuola di italiano Asinitas Onlus. Le storie in cui si imbatte sono simili alla sua: migranti che cercano di scappare dal Maghreb a causa della forte repressione politica e sociale. Ma tentare la fuga vuol dire giocare con la morte: la polizia e i trafficanti operano una feroce repressione, utilizzando auto, container e prigioni forniti dal governo italiano.
Il messaggio del video è estremamente soggettivo, ma sta di fatto, che si pone come obiettivo primario di denunciare le politiche di sicurezza e xenofobe del governo italiano. La proiezione di questo documentario, patrocinato da Amnesty International sez. italiana, si inserisce all’interno di una rassegna intitolata “Una finestra sul mondo” con cui i soci del Caffè si propongono di effettuare un vero e proprio viaggio attraverso in cinque continenti, con uno sguardo agli aspetti sociali e culturali. L’ intenzione è accrescere la conoscenza, e diffondere la tolleranza verso culture lontane, diverse, ma non per questo inferiori. Se intorno tira aria di Risorgimento, è bene allora tracciare percorsi alternativi di crescita, complice il potere del cinema.