Nun simm Fortapàsc!

( di Marina Bisogno)

Si dice che certe emozioni debbano raffreddarsi prima di essere raccontate, così da poter essere meglio comprese. Io invece non ho ceduto alla tentazione di scrivere e di raccontare dell’ennesima serata “diversa”. Stasera presso il Caffè letterario Nuovevoci di Torre Annunziata è stata ospite Laura Aprati, per presentare il suo Malitalia. Noi di Nuovevoci sapevamo già che la criminalità organizzata è prima di tutto una corrente di pensiero, un movimento culturale, che può e deve essere contrastato con altrettanta cultura, quella della legalità. Torre Annunziata è, alla stregua di Corleone, tristemente nota per i riferimenti gratuiti di alcuni politici, che l’hanno elevata a modello criminale per eccellenza. Eppure, posso assicurarvi, che la mia città non è solo questo. Tre anni fa tre ragazzi (tre è proprio il numero perfetto) hanno deciso di creare dal nulla un Caffè letterario: un luogo dove potersi incontrare, leggere, presentare libri. “Le utopie servono per continuare a camminare” dissero, e così hanno fatto. Un libero spazio per lo sviluppo di libere idee, per alimentare le passioni, per orientare, per coinvolgere…per partecipare. La notizia prese subito piede: bisognava trovare un posto, creare un comitato, darsi un’organizzazione. Io sono entrata nel progetto quasi subito, ho visto gli ideatori fare le ore piccole per creare questo polo, che è anche un po’ la mia secondo casa, dove posso esprimermi senza remore.
Era il 20 Dicembre 2008 quando il Caffè venne inaugurato: sembrava l’alba di una nuova era, e forse, lo è stato davvero per chi, come me, è cresciuto in una città spietata, contraddittoria. Il Caffè letterario si è sviluppato intorno ad una web radio, Radio Nuovevoci, nata nel 2006 da un’idea di Antonio Manzo, e che continua il suo percorso complementare rispetto a quello dell’associazione culturale. L’associazione non ha nessuno scopo di lucro, tutti gli eventi sono gratuiti, e l’unico fine è la veicolazione delle idee e del senso critico. Qualcuno ha parlato di follia. Che dirvi, se per rompere il silenzio occorre nascondersi dietro la follia, allora, sì, siamo pazzi.
Raccontare i piccoli grandi traguardi raggiunti prima in cinque, poi in dieci e poi in trenta, con la stima della gente che continua a starci vicino, richiederebbe tempi troppo lunghi. Sul nostro palco è salito persino Giulio Cavalli, attore da sempre impegnato nella denuncia della collusione politica. Abbiamo organizzato una manifestazione per le strade della città per celebrare la giornata in memoria delle vittime innocenti di mafia, abbiamo messo su un Precariart, per raccontare il fenomeno del precariato attraverso l’arte. Tre anni non sono tanti, ma nemmeno pochi se pensate che abbiamo rischiato di chiudere per mancanza di una sede, sede che abbiamo cercato ed ottenuto senza nessun intercessione politica. Chiunque è stato ospite da noi è rimasto positivamente colpito, perché sia chiaro noi nun simm Fortapàsc!