Il Gip a Milano “Il sopttosegretario di Scopelliti è vicino ai boss”

Da Reggio Calabria a Milano.L’ossessione per la politica dei boss della ‘ndrangheta. A Buccinasco come nel quartiere Archi, Bronx in riva allo Stretto. I voti sono potere. E’ il primo aprile del 2009 quando Paolo Martino, il boss della Milano da dissanguare, si sfoga con la sorella Rosa, una suora che sa di Vangelo ma anche di inchieste giudiziarie. “Ti hanno preso di mira”, dice suor Rosa affranta,”che ti posso fare?”. Il fratello Paolo è su tutte le furie, sa di chi è la colpa di tutte le sue sventure.”Lo sai a quello lo rinviarono a giudizio, a quel porco di Alberto Sarra, e sanno benissimo che non ho niente a che fare con questo qua”.Il giorno dopo altra telefonata. La suora chiama allarmat,c’è un pentito che parla, e sta dicendo tutto dei rapporti tra il fratello e Sarra. “E’ quel personaggio che sta a cantà, sta a cantà…”
Ma chi è Alberto Sarra? Avvocato da sempre in poltica e da sempre a destra, prima fedelissimo di Alleanza Nazionale, poi del PDL e di Giuseppe Scopelliti, il Governatore della Calabria. Già assessore regionale nella giunta Chiaravalloti, alle ultime elezioni regionali nopn si candidò, Poco male perchè, appena eletto governatore, Scopelliti lo premiò con un incarico di altissimo prestigio:sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale. Una potenza. Per il Gip di Milano Giuseppe Gennari, che ha firmato l’ultimo blitz contro la p’ndrangheta in Lombardia, Sarra “risulta essere indagato nell’indagine Meta della sezione anticrimine di Reggio Calabria condotta nei confronti doi Pasquale Condello”.La notizia circolò nei mesi scorsi anche in Calabria e venne nettamente smentita dalla Procura della Città dello Sttetto. Ma dei legami di Sarra con i Condello parla abbondantemente il rapporto dei Ros dei Carabinieri intitolato appunto “Meta”. L’Onorevole sottosegretario Sarra ha rapporti strettissimi con la famiglia lampada, considerata il terminale lombardo dei Condello. Pasquale, ‘o Supremo, è uno dei capi storici della ‘ndrangheta reggina ed è stato catturato nel 2008 dopo una latitanza ventennale.Sarra è a Milano ad una festa di matrimonio dove c’è anche un òpafrente stretto di Condello, in quella occasione Giulio Lampada gli presenta Antonio Oliveiro (“che è paesano nostro di Cosenza”) all’epoca assessore al Turismop della Provincia di Milano. Nel 2007 Giulio Lampada e l’onorevole Sarra progettano l’apertura di una finanziaria nel capoluogo lombardo,affari grossi legati anche alla fornitura di farmaci. Dice Lampada: “Alberto, dobbiamo trovare una bella banca, qua su Milano, che ci faccia fare quello che vogliamno, io intendo dire…attenzione!no che ci “fottiamo” i soldi alla banca “…”Certo, certo” risponde Sarra.
Mafia e politica,a Reggio Calabria se ne discute tanto e in queste settimane circola una strana proposta bipartisan.Per evitare che la ‘ndrangheta elegga propri politici in Consiglio regionale, si annullinop le preferenze, come si fa per la Camera, e si affidi la selezione delle candoidature ai vertici dei partiti. Doiscorso suggestivo, che però nasconde alcune verità.
La prima, Sarra è un politico chiacchoierato (il signor Giovanni Zumbo, arrestato nei mesi scorsi perchè ritenuto uno spione al servizio dei boss, aveva lavorato nella sua segreteria di assessore regionale,nessuno lo ha eletto in Consiglio regionale.Non ha avuto bisogno di voti per essere nominato sottosegretario della regione, la scelta è stata fatta direttamente dal governatore Scopelliti. Anche la candidatura di Santi Zappalà nelle file del PDL fu voluta da Sarra e fortemente sostenuta da Scopelliti. L’onorevole Zappalà, medico e Sindaco di Bagnara Calabra,lo hanno arrestato a dicembre:insieme ad altri politici andava a chiedere voti e favori a Giuseppe Pelle, boss di san Luca e figlio di ‘Ntoni Gambazzza.”Alberto Sarra mi ha imposto-dice l’onorevole al boss-, con lui ho una vecchia amicizia. Alberto è molto vicino a Antonio Bonfiglio che è sottosegretario alle politiche agricole, in pratica è mio fratello”. Crdenziale a cento carati, tanto che Pelle rassicura Zappalà:”Tranquillo, dottore, qui si parla di amicizia”. L’onorevole piomba in Consiglio regionale con 11052 preferenze.
Anche Lialiana Aiello choiedeva voti a Pelle, era candidata in una lista “Insieme per la Calabria Scopelliti Presidente”.
Come Antonio Nucera, medico e per la procura a “disposizione” degli amici. E Vincenzo Cesareo (lista “socialista, insieme per Scopelliti Presidente”) che chiedeva aiuto al b oss, perchè “io mi sento uno della famoiglia, se siamo fratelli simo fratelli”. Antonio Manti che correva per il centro sinistra con il n ome di Agazzio Loiero, pure lui si inginocchiava davanti al capo di san Luca. tuttoi potenziali onorevolki che non erano stati scelti dalla ‘ndrangheta, ma dai partiti e dai candidati presidentii.
Da Reggio Calabria a Milano.L’ossessione per la politica dei boss della ‘ndrangheta. A Buccinasco come nel quartiere Archi, Bronx in riva allo Stretto. I voti sono potere. E’ il primo aprile del 2009 quando Paolo Martino, il boss della Milano da dissanguare, si sfoga con la sorella Rosa, una suora che sa di Vangelo ma anche di inchieste giudiziarie. “Ti hanno preso di mira”, dice suor Rosa affranta,”che ti posso fare?”. Il fratello Paolo è su tutte le furie, sa di chi è la colpa di tutte le sue sventure.”Lo sai a quello lo rinviarono a giudizio, a quel porco di Alberto Sarra, e sanno benissimo che non ho niente a che fare con questo qua”.Il giorno dopo altra telefonata. La suora chiama allarmat,c’è un pentito che parla, e sta dicendo tutto dei rapporti tra il fratello e Sarra. “E’ quel personaggio che sta a cantà, sta a cantà…”
Ma chi è Alberto Sarra? Avvocato da sempre in poltica e da sempre a destra, prima fedelissimo di Alleanza Nazionale, poi del PDL e di Giuseppe Scopelliti, il Governatore della Calabria. Già assessore regionale nella giunta Chiaravalloti, alle ultime elezioni regionali nopn si candidò, Poco male perchè, appena eletto governatore, Scopelliti lo premiò con un incarico di altissimo prestigio:sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale. Una potenza. Per il Gip di Milano Giuseppe Gennari, che ha firmato l’ultimo blitz contro la p’ndrangheta in Lombardia, Sarra “risulta essere indagato nell’indagine Meta della sezione anticrimine di Reggio Calabria condotta nei confronti doi Pasquale Condello”.La notizia circolò nei mesi scorsi anche in Calabria e venne nettamente smentita dalla Procura della Città dello Sttetto. Ma dei legami di Sarra con i Condello parla abbondantemente il rapporto dei Ros dei Carabinieri intitolato appunto “Meta”. L’Onorevole sottosegretario Sarra ha rapporti strettissimi con la famiglia lampada, considerata il terminale l,ombardo dei Condello. Pasqualwe, ‘o Supremo, è uno dei capi storici della ‘ndrangheta reggina ed è stato catturato nel 2008 dopo una latitanza ventennale.Sarra è a Milano ad una festa di matrimonio dove c’è anche un òpafrente stretto di Condello, in quella occasione Giulio Lampada gli presenta Antonio Oliveiro (“che è paesano nostro di Cosenza”) all’epoca assessore al Turismop della Provincia di Milano. Nel 2007 Giulio Lampada e l’onorevole Sarra progettano l’apertura di una finanziaria nel capoluogo lombardo,affari grossi legati anche alla fornitura di farmaci. Dice Lampada: “Alberto, dobbiamo trovare una bella banca, qua su Milano, che ci faccia fare quello che vogliamno, io intendo dire…attenzione!no che ci “fottiamo” i soldi alla banca “…”Certo, certo” risponde Sarra.
Madia e politica,a Reggio Calabria se ne discute tanto e in queste settimane circola una strana proposta bipartisan.Per evitare che la ‘ndrangheta elegga propri politici in Consiglio regionale, si annullinop le preferenze, come si fa per la Camera, e si affidi la selezione delle candoidature ai vertici dei partiti. Doiscorso suggestivo, che però nasconde alcune verità.
La prima, Sarra è un politico chiacchoierato (il signor Giovanni Zumbo, arrestato nei mesi scorsi perchè ritenuto uno spione al servizio dei boss, aveva lavorato nella sua segreteria di assessore regionale,nessuno lo ha eletto in Consiglio regionale.Non ha avuto bisogno di voti per essere nominato sottosegretario della regione, la scelta è stata fatta direttamente dal governatore Scopelliti. Anche la candidatura di Santi Zappalà nelle file del PDL fu voluta da Sarra e fortemente sostenuta da Scopelliti. L’onorevole Zappalà, medico e Sindaco di Bagnara Calabra,lo hanno arrestato a dicembre:insieme ad altri politici andava a chiedere voti e favori a Giuseppe Pelle, boss di san Luca e figlio di ‘Ntoni Gambazzza.”Alberto Sarra mi ha imposto-dice l’onorevole al boss-, con lui ho una vecchia amicizia. Alberto è molto vicino a Antonio Bonfiglio che è sottosegretario alle politiche agricole, in pratica è mio fratello”. Crdenziale a cento carati, tanto che Pelle rassicura Zappalà:”Tranquillo, dottore, qui si parla di amicizia“. L’onorevole piomba in Consiglio regionale con 11052 preferenze.
Anche Lialiana Aiello choiedeva voti a Pelle, era candidata in una lista “Insieme per la Calabria Scopelliti Presidente”.
Come Antonio Nucera, medico e per la procura a “disposizione” degli amici. E Vincenzo Cesareo (lista “socialista, insieme per Scopelliti Presidente”) che chiedeva aiuto al b oss, perchè “io mi sento uno della famoiglia, se siamo fratelli simo fratelli”. Antonio Manti che correva per il centro sinistra con il n ome di Agazzio Loiero, pure lui si inginocchiava davanti al capo di san Luca. tuttoi potenziali onorevolki che non erano stati scelti dalla ‘ndrangheta, ma dai partiti e dai candidati presidentii.

(pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 16 marzo 2011)