Concorso “Faccia a faccia 2011”

3° Premio Mauro Rostagno
Calatafimi – Segesta 05/03/11
“Il liceo Fermi di Ragusa ha avuto il merito di aver posto il problema di come contrastare la mafia e gli interessi che la circondano, attraverso la realizzazione di una rete che, utilizzando internet, colleghi giovani, volontari, associazioni per una più incisiva azione sociale, culturale e civile”. Questa la motivazione della giuria di giornalisti presieduta da Roberto Morrione, presidente della Fondazione Libera informazione, che ha assegnato al Liceo ragusano il primo premio della terza edizione del premio giornalistico “Mauro Rostagno”. Ed è infatti questa la conclusione che i ragazzi del suddetto liceo hanno raggiunto dopo una serie di incontri in cui hanno potuto analizzare la vita dei giornalisti vittime della mafia in Sicilia.
Le riflessioni portate alla luce dagli studenti si sono soprattutto rivolte al problema dell’informazione, sempre più monopolizzata da potenti che cercano di distrarre l’opinione pubblica dai reali problemi e alla creazione del cosiddetto “giornalismo dal basso”. Proprio quest’ultimo risulta la probabile arma vincente per combattere la piaga malavitosa. Ecco che internet diventa uno strumento imprescindibile di contatto, di informazione tra i giovani, le associazioni e chiunque volesse aprire gli occhi alla realtà. Infatti la maggior parte delle delitti di mafia sono avvenuti perché attorno alle vittime si era creato un tessuto di omertà e indifferenza che non lasciava traspirare un alito di giustizia. Solo creando un’efficiente rete di comunicazione che parli ai cuori e alle menti di tutti e soprattutto dei giovani, si può forgiare quell’arma in grado di infliggere la stoccata finale all’imponente potere in mano alla criminalità organizzata.
L’iniziativa, portata avanti dal presidio di Libera di Calatafimi, ha visto come protagonisti gli studenti di numerose scuole superiori della regione, i quali hanno avuto la speciale opportunità di confrontarsi con personaggi direttamente coinvolti nella lotta antimafia, quali Elena Fava, Maddalena Rostagno e Salvo Vitale, compagno di lotta di Peppino Impastato.
Figura centrale della manifestazione è stata quella di Nando Dalla Chiesa a cui gli studenti hanno rivolto domande inerenti il rapporto legalità–informazione.
Avere la possibilità di intervistare un uomo che ha vissuto sulla propria pelle la realtà mafiosa ci ha sicuramente fornito numerosi spunti di riflessione e gli strumenti adatti a stimolare le nostre coscienze. Uomo di grande carisma, ha suscitato in chi lo ascoltava grande ammirazione per la saggezza delle sue parole e per l’attenta e illuminante critica rivolta a una società in cui l’indifferenza e l’egoismo regnano sovrani.
Vincenzo Guastella 06/03/11