“Scacco matto” alla ‘ndrangheta

La famiglia Longo non sono era abile a gestire gli appalti pubblici e a farsi strada a livello imprenditoriale ma aveva assunto una posizione di prestigio anche a livello sociale. E in questo contesto anche le donne avevano una figura di rilievo. Così come un posto al sole se l’era guadagnato un ex consigliere comunale di Fondi, che aveva favorito i Longo per alcuni lavori pubblici. A Polistena vivevano la maggior parte degli arrestati nell’operazione “Scacco Matto” condotta dalla Squadra mobile di Reggio Calabria con la collaborazione degli uomini del Commissariato di Polistena. Tanti erano i loro affari e gli interessi anche nella cittadina pianigiana. I Longo si erano fatti strada, insomma. Già dall’operazione Crimine emergeva il nome di Vincenzo Longo nelle intercettazioni sul conto del “capo dei capi” Domenico Oppedisano e dei Commisso di Siderno. I Longo controllavano il territorio polistenese con le estorsioni ma soprattutto nel settore dell’edilizia privata e, ovviamente, con l’infiltrazione negli appalti fra cui dei lavori sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, così come era emerso dall’inchiesta “Arca”. Trentacinque sono state le ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti presunti affiliati alla cosca di ‘ndrangheta Longo, emesse dal Gip di Reggio Calabria Tommasina Cotroneo su richiesta del sostituto della Dda di Reggio Marco Colamonici. La ‘ndrangheta, così come emerge dalle ultime operazioni antimafia, non è solo un fenomeno locale, ma riesce a infiltrarsi ovunque anche oltre Confine. In questo caso ciò è dimostrato dal fatto che gli arresti non hanno riguardato soltanto il territorio calabrese ma anche città come Salerno, Latina, Roma, Arezzo e Padova. I Longo avevano interessi nell’appalto per la realizzazione del nuovo istituto scolastico “Renda” di Polistena. Tanto che, non potendosi avvicinare personalmente – secondo quanto emerge dall’ordinanza – avrebbero fatto in modo che fosse un’altra ditta ad aggiudicarsi i lavori, la Gival srl di Fondi, in provincia di Latina, per circa 2 milioni e mezzo di euro. Quest’ultima con una serie di strategie si sarebbe affidata alla ditta del collaboratore di giustizia Gaetano Saffioti, per poi favorire altre ditte riconducibili alla cosca Longo. Una famiglia che da generazioni detiene il potere. A comandare sarebbero stati prima il vecchio patriarca Luigi Longo, classe 1918, poi il figlio Rocco Longo, classe 1931, in ultimo, il nipote Giovanni Longo alias “u signurinu”, classe 1956, che venne ucciso in un feroce agguato nel 2001. A tenere le redini dal carcere, infine, sarebbe stato Vincenzo Longo. “Il postino”, così veniva chiamato Vincenzo, pare avesse raggiunto il grado di “quartino”, carica che sembra essergli stata attribuita direttamente dal boss rosarnese Vincenzo Pesce. I Longo erano dunque ben inseriti nell’organizzazione criminale calabrese, tanto da comparire negli ultimi schieramenti delle famiglie mafiose: da un lato Piromalli, Molè, Mancuso e Longo e dall’altro Mammoliti, Crea, Bellocco, Chindamo e dai Limari Versace. Oltre agli arresti sono state sequestrate anche quindici ditte – la maggior parte imprese di costruzioni –  riconducibili alla famiglia Longo per un totale di trenta milioni di euro. Fra queste anche una agenzia di investigazione e un night club a Cinquefrondi. Un altro duro colpo alla criminalità organizzata dunque, profonda piaga del Sud. Tra gli arrestati figurano inoltre i vertici della ditta Gival: L’amministratore unico Francesco Palermo; il geometra Gianluca Calzetta; l’assistente di cantiere Francesco Guarini; il responsabile dei cantieri (consigliere comunale del Pdl di Fondi e presidente della Commissione lavori pubblici dimessosi nel 2009) Antonio Ciccarelli. Con l’operazione “Scacco matto” si è  registrato un colpo giudiziario senza precedenti per i Longo che detengono il potere a Polistena e nel comprensorio dagli anni ’70 circa.

L’elenco degli arrestati

  1. Aquino Domenico, classe 1952
  2. Lucà Maria Anna, classe 1956
  3. Aquino Francesco, classe 1964
  4. Cutano Antonio, classe 1976
  5. Cutano Luigi, classe 1978
  6. Gullace Giovanni, classe 1959
  7. Longo Domenico, classe 1967
  8. Longo Domenico, classe 1948
  9. Longo Giuseppe, classe 1976
  10. Longo Luigi, classe 1971
  11. Longo Giovanni, classe 1971
  12. Longo Francesco, classe 1968
  13. Longo Rocco, classe 1990
  14. Grimaldi Maria Rosa, classe 1966
  15. Mardocco Giuseppe, classe 1966
  16. Squillace Giuseppe, classe 1970
  17. Calcopietro Francesco, classe 1930
  18. Malandrin Giuseppe, classe 1962
  19. Muzzupapa Domenico, classe 1984
  20. Romeo Antonio, classe 1960
  21. Varamo Vincenzo, classe 1954
  22. Fidale Michele, classe 1961
  23. Fidale Rocco, classe 1983
  24. Aquino Giovanni, classe 1977
  25. Fidale Vincenzo, classe 1984
  26. Squillace Domenico, classe 1973
  27. Longordo Cesare, classe 1966
  28. Longo Rocco, classe 1974
  29. Gandolfo Luigi Riccardo Rosario, classe 1972
  30. Aquino Vincenzo, classe 1972
  31. Longo Vincenzo, classe 1963
  32. Ciccarelli Antonio, classe 1950
  33. Palermo Francesco, classe 1950
  34. Calzaretta Gianluca, classe 1972
  35. Guarini Francesco, classe 1985

 

 L’elenco delle ditte sequestrate:

  1. Gival srl, sede legale a Fondi (Latina)
  2. Squillace Giuseppe, sede legale a Roma
  3. Denude srl, proprietaria del night club “Femina”, di Cinquefrondi
  4. Cutano Luigi, sede legale a Polistena
  5. Longo Domenico, sede legale a Polistena
  6. Longo Luigi, sede legale a Polistena
  7. Longo Giovanni & C., sede legale a Polistena
  8. La Costruzione srl, sede legale a Polistena
  9. Malandrin Alberto & C., sede legale a Polistena
  10. Malandrin Alberto, proprietaria della ditta di investigazioni private “Linx”, di Polistena
  11. Romeo Antonio, sede legale a Polistena
  12. Antonio Romeo & Figli, sede legale a Polostena
  13. Euroro Italia, sede a Polistena
  14. Fabbricato di seconda classe a Polistena
  15. Fabbricato di seconda classe a Polistena