“Emergenze” in salsa calabrese

Da una emergenza all’altra, la Piana di Gioia Tauro festeggerà i 150 anni dell’Unità d’Italia stracolma di immondizia. Solo pochi giorni fa una intera cittadina era rimasta senza acqua, dopo che Sorical aveva diminuito l’erogazione idrica. Mentre oggi a farla da padrona sono le buste di spazzatura sparse davanti ai cassonetti che nessuno svuota. La giornata di un cittadino medio nella Piana potrebbe iniziare così: al mattino ci si sveglia e si tenta di fare una doccia ma dai rubinetti non scende nemmeno una goccia d’acqua. Si inizia a protestare per giorni e giorni per il riconoscimento di un diritto primario. Risolta questa emergenza il giorno dopo ci si sveglia e ci si accorge che ne è arrivata un’altra. Questa volta si riesce a fare una doccia ma quando si decide di portare i sacchetti della spazzatura nei cassonetti ci si accorge che non c’è spazio nemmeno per terra e poi si sente in lontananza l’impiegato del Comune che passa per le vie e consiglia di tenere la spazzatura in casa perché Piana Ambiente non ritira i rifiuti a causa del blocco dell’Inceneritore di Gioia Tauro. E poi ci sono i trasporti pubblici. Solo qualche giorno addietro è rientrata l’ennesima protesta dei dipendenti della ditta Lirosi Linee che non venivano pagati da mesi e hanno deciso di protestare con lo stop dei mezzi e dunque delle corse interregionali a scapito dei passeggeri che scoprivano il disagio solo al momento della partenza. Tutto ciò è accaduto in una sola settimana. Ora i riflettori sono tutti accesi verso l’Inceneritore di Gioia Tauro. Sì, perché il problema dei rifiuti ricade su un territorio che è l’unico in Calabria ad avere un Termovalorizzatore. I 33 sindaci dei Comuni della Piana (di destra e di sinistra) hanno deciso di tenere un sit-in ieri proprio davanti all’impianto per sollecitare la Regione e il commissario per l’emergenza ambientale a prendere provvedimenti al più presto. I cittadini della Piana devono sopportare sia la presenza dell’Inceneritore (si insiste sul raddoppio) sia i rifiuti che stranamente non vengono ritirati. A che serve un impianto del genere se non giova alle persone che vivono nel territorio? In ogni piccolo Comune balzano subito agli occhi le buste dell’immondizia sparse per le strade. Manca, evidentemente, una programmazione regionale delle discariche. Dalle stanze dei politici viene fuori solo l’idea del raddoppio dell’Inceneritore di Gioia Tauro invece di trovare prima delle soluzioni adeguate a fronteggiare l’emergenza ambientale. Sempre in tema di rifiuti non è meno drammatica la crisi economica che sembra avere colpito Piana Ambiente, la società che gestisce la raccolta della spazzatura nel comprensorio. I Comuni sempre più poveri grazie al buon governo che ha pensato di tagliare i finanziamenti, sono in debito con una società in ginocchio. Potrebbe accadere che risolto il problema dell’Inceneritore siano gli operatori di Piana Ambiente a bloccare comunque un servizio molto importante. Nel frattempo è iniziata la corsa al toto candidato per le elezioni Provinciali della prossima primavera. E mentre ai cittadini vengono i capelli bianchi essendo costretti a vivere in condizioni che si potrebbero definire disumane, non mancano i proclami e le promesse dei politici che saltano da un partito all’altro in cerca di una collocazione giusta, più conveniente. L’aumento dei disservizi, una politica che pensa a se stessa e non progetta, i forti disagi e la presenza della criminalità organizzata in ogni settore dell’economia e della società costringono questa Regione alla povertà economica, culturale e sociale. In particolare, ritornando ai casi dell’ultima settimana si potrebbe dire, e senza esagerare, che la Piana è diventata una pattumiera, in tutti i sensi. E il governatore Scopelliti quanto farà sentire la sua autorevole voce rispetto alle emergenze tutte in salsa tipica calabrese? A chiedere “ascolto” a Scopelliti intanto ci ha pensato la Cgil di Gioia Tauro con una nota del segretario Nino Calogero, ribadendo la vicinanza ai sindaci del territorio che per la prima volta si sono uniti nella protesta, superando le divisioni politiche e partitiche.