Silvio, ti presento Ruby

Ruby gate non è solo uno scandalo sessuale, politico e istituzionale. E’ una vicenda con pesantissimi risvolti internazionali legati alla indescrivibile figuraccia dell’Italia che si trova a dover essere rappresentata nei vertici mondiali da un capo do governo su cui pende l’accusa di favoreggiamento della prostituzione minorile. Ma è anche la deprimente storia di un uomo di potere ultrasettantenne, Silvio Berlusconi, che, grazie alla disponibilità totale del direttore ottantenne di un suo telegiornale (Emilio Fede) e di un uomo che tenta la risalita nel mondo dello show-biz grazie ai rapporti con il potere politico (Lele Mora), affoga la sua carica istituzionale e l’Italia in un mare di bugie.

All’inizio fu Casoria
E allora conviene ricostruire l’intero affair fin dall’inizio. Partendo dal giorno in cui l’opinione pubblica italiana scopre che l’ossessione di Berlusconi per le giovani ragazze non era finita con Noemi Letizia. Che dopo Patrizia D’Addario e la “scuderia” di girls procacciate dall’imprenditore barese Gianpi Tarantini, reclutate per allietare le notti del premier e dei suoi amici in Sardegna e a Roma,nei saloni di Palazzo Grazioli e nel lettone regalato da Putin per le ospiti più disponibili, c’era altro. Altre ragazze pagate con biglietti da 500 euro infilati tra i cd di Apicella e gioielli dozzinali, perché fossero a totale disposizione del “capo”. Una di queste era minorenne. Figlia di poveri extracomunitari sbarcati in Sicilia, sbandata, fuggita di casa, più volte ospite di comunità, con una sola idea fissa in testa: il successo. Costi quel che costi. Eil 26 ottobre 2010, quando il il “Ruby-gate” comincia a prendere forma.

E’ Il Fatto quotidiano, in un articolo di Gianni Barbacetto,a raccontare il nuovo scandalo. Titolo “Io e Berlusconi:una ragazza accusa”. Si parla di un Berlusconi agitato, a tratti depresso. A preoccuparlo non sono la crisi e le condizioni del suo governo, lo sfaldarsi della maggioranza e i rapporti sempre più tesi col capo dello Stato. Ma “una ragazza non ancora diciottenne, che sta raccontando di aver avuto incontri con lui quando era ancora minorenne”. Ci sarebbero dichiarazioni della giovane (che Il fatto comincia ad indicare con il nome Ruby) già a verbale degli inquirenti. Ci sarebbe addirittura un’inchiesta. Che prima viene smentita dalla procura di Milano, sottovalutata dagli altri giornali, minimizzata dalle opposizioni. Ma lo scandalo scoppia, i quotidiani cominciano a pubblicare le prime indiscrezioni. I tabloid sono tutti sulle tracce della nuova Noemi. Per “il caimano” è uno tsunami destinato a travolgerlo nel fango di accuse terribili.

Una notte in questura
27 maggio 2010:Normalissima notte di routine alla Questura di Via Fatebenefratelli a Milano.Le pattuglie hanno segnalato qualche rissa in periferia,negli stanzoni ci sono gruppi di viados, qualche borseggiatore e un piccolo gruppo di prostitute. Tra questa varia umanità notturna spunta una ragazza bella, mora, appariscente. L’hanno fermata intorno alle sette di sera, ed è accusata del furto di tremila euro ai danni di una sua amica. Non ha documenti, non fornisce generalità precise,dice solo di chiamarsi Ruby e di venire da Messina. Gli agenti di servizio la portano nello stanzone del foto segnalamento, le prendono le impronte e attraverso “il cervellone” del Viminale appurano che è stata già fermata altre volte.

Ruby si chiama Karima el Mahrough, ha 17 anni e sei mesi, è cittadina marocchina. I suoi genitori (un venditore ambulante e una casalinga) vivono in Sicilia e da mesi non parlano con lei. Notizie, come vedremo in seguito, che alla Questura non riescono a ricostruire in tempo. La minorenne Ruby deve essere affidata ad una comunità per giovani sbandati. E’ la prassi. Che però viene interrotta dall’intervento di una funzionaria. “Rilasciatela”. La storia è nota, alla polizia è arrivata una telefonata direttamente da Palazzo Chigi. Al telefono non c’è un funzionario, né un collaboratore del Presidente del Consiglio, ma direttamente lui, Silvio Berlusconi. Almeno così dicono le ultime ricostruzioni.”La ragazza-dice il premier con timbro di voce modulato sulla gravità dell’occasione- è la nipote del presidente egiziano Mubarak”. Karima-Ruby viene rilasciata e affidata alle cure di Nicole Minetti, es show girl, ex igienista dentale, consigliera regionale della Lombardia nelle file del Pdl per ordine indiscutibile di Silvio Berlusconi. Ad avvisare il premier che Ruby si era messa nei guai e che era stata fermata da una volante della polizia è una prostituta brasiliana, Michelle Conceicao de Olivera. E’ un un’intima del premier. “Ha il suo cellulare personale e riservatissimo”, rivela stessa Ruby. 28 ottobre. E’ l’ambasciata egiziana a smontare la prima bugia: “ Non esiste alcun grado di parentale tra il Presidente Mubarak” e la ragazza Ruby. Bisognerà invece aspettare per avere un briciolo di verità sulla telefonata di Berlusconi alla Questura di Milano.

Perché il premier (ed è il 29 ottobre) “non risultano telefonate per far rilasciare la signorina Ruby. Ho già detto che non ho fatto interventi di questo tipo. Ho fatto solo una telefonata per trovare qualcuno che potesse rendersi disponibile all’affidamento di una persona che ci aveva raccontato una storia drammatica, e noi ci avevamo dato credito. Non mi risulta che qualcuno abbia mai fatto quella telefonata da Palazzo Chigi”. In questi giorni, però, la Questura di Milano, che pure si affanna a dire che sulla vicenda sono stati compiuti tutti i controlli previsti dalla legge., “d’intesa con tribunali dei minori”, non smentisce mai l’esistenza della telefonata di Palazzo Chigi e di Berlusconi.

Il tribunale dei minori
9 novembre 2010. Un’altra data importante che demolisce il castello di bugie sul rilascio della ragazza e sulla telefonata del premier. La pm del Tribunale dei minori, Annamaria Fiorillo, scrive una lunga lettera al Consiglio superiore della magistratura. “Non ho mai dato alcuna autorizzazione all’affido della minore”, si legge nel passaggio centrale. Che smonta la ricostruzione fatta dal Ministro dell’Interno Bobo Maroni qualche giorno prima in parlamento. “Il funzionario di turno- dice il Ministro- accerta che non vi sono posti disponibili nella comunità della zona”. E sul ruolo di Nicole Minetti, la consigliera regionale che prenderà in affido Ruby, aggiunge che “riferisce di conoscere la ragazza e si dice disponibile a prendersene cura”. Infine “il verbale di affidamento è scritto sulla base delle indicazione del pm di turno presso il Tribunale dei minori”.

L’inchiesta di queste ore chiarisce alcuni misteri di quella notte in Questura. Alle 2,30 Ruby può lasciare gli uffici della polizia, è libera, fuori c’è la Minetti che l’aspetta. Ma il fax con la richiesta di notizie sulle vere generalità di Ruby viene spedito dalla Questura di Milano a quella di messina alle 2,40, quando Ruby è fuori già da dieci minuti. Nelle mani distratte dell’ex igienista mentale Nicole Minetti. Che dice “il 27 maggio il Presidente mi chiamò chiedendomi di andare in questura e di risolvere la situazione.Mi sono resa disponibile facendo da garante”.
Luglio e agosto 2010. Ruby è stata più volte interrogata dalla procura di Milano che indaga su un giro di ragazze squillo. Lei parla, racconta cose vere e spesso millanta. E’ una ragazza sbandata, disposta a tutto, con l’idea fissa del successo a tutti i costi. E’ questo che allarma Berlusconi, questo che lo spinge a fare il passo falso della telefonata in Questura.

Appuntamento a Villa San Martino
14 febbraio 2010. E’ il primo incontro con Silvio raccontato da Ruby. Lei conosce Emilio fede, al quale ha stretto la mano in Sicilia durante un concorso di bellezza. Gli ha raccontato della sua vita e soprattutto della sua voglia di sfondare nel mondo dello spettacolo. (tg4 del 27 ottobre Emilio Fede parla della vicenda ai suoi telespettatori. Poi rilascia una dichiarazione ai giornali “Credo di aver conosciuto quella ragazza, ma non l’ho presentata né a Berlusconi, né a Lele Mora”). La verità di Ruby è un’altra. E’ il 14 febbraio, lei è ancora minorenne, e riceve una telefonata da Emilio Fede che la invita fuori. Alla ragazza non viene detto dove andranno, sale sull’auto blu in direzione Arcore, Villa San Martino. “Non entrammo da un ingresso principale, ma da un’entrata laterale, non sorvegliata. Fui presentata a Silvio Berlusconi che con me fu gentilissimo, c’erano una ventina di ragazze e solo due uomini, Emilio e Silvio. Rimasi fino alle due e mezzo, poi andai a casa. Non mi trattenni per la notte”. In regalo un abito bianco e nero di Valentino, gioielli e soldi.

Marzo 2010: è la seconda notte di Ruby, sempre minorenne,nella residenza di Berlusconi. La ragazza raggiunge Emilio Fede nel suo studio a Milano Due, qualcuno l’ha prelevata con una limousine, ma ad Arcore vanno con un’altra macchina. “Lele Mora mi aveva anticipato che Silvio mi avrebbe chiesto di restare lì per la notte. E davvero Berlusconi mi avvicinò e mi disse che gli sarebbe piaciuto se fossi rimasta. Lele mi aveva assicurato che non ci sarebbero state avances sessuali. E così fu”. E’ il racconto, denso di particolari che investigatori e magistrati annotano, del “bunga-bunga”, il rituale sessuale che Berlusconi ha imparato dal suo amico Gheddafi. Il premier guarda le bellezze nude, beve un san bitter (è Ruby stessa a servirglielo), poi tutte insieme le ragazze si tuffano, come mamma le ha fatte, in piscina.

Senza vergogna
“Io indossavo un top e pantaloncino bianco che Silvio mi aveva procurato. Mi tuffai nella vasca idromassaggio”.
28 ottobre 2010, Silvio Berlusconi “Non ho fatto niente di cui vergognarmi, mi stanno mettendo in mezzo, vedrete che alla fine tutto questi si rivelerà un boomerang per i miei avversari”. E in merito al bunga-bunga e alle ragazze ospiti nelle sue ville:” Con gli ospiti mi comporto in modo irreprensibile: amo la vita, amo le donne, nessuno potrà mai farmi cambiare stile di vita. Faccio sforzi massacranti e nessuno mi può impedire di fare ogni tanto qualche serata distensiva”.
Indegnate smentite mentre lo scandalo cresce. Capezzone “C’è un obiettivo preciso di alcuni ambienti, tenere in costante fibrillazione il governo Berlusconi. A questo scopo fa tutto brodo: gossip, campagne, scandali e lanci di fango”. Ignazio la Russa “Non ho visto scandalo, non ho visto preoccupazione”. Umberto Bossi ai giornalisti che chiedevano notizie sul caso Ruby “ma voi non avete un cazzo da fare?”. Lo sdegno dei cattolici di famiglia Cristiana “Berlusconi ha una malattia, qualcosa di incontrollabile”.

Le notti del bunga-bunga
Ricordate le smentite di Berlusconi e le mezze ammissioni di Ruby? Cancellate tutto, perché a raccontare verità amare sono i tabulati e le celle telefoniche del cellulare di Ruby. Che si ferma il 14 febbraio nella villa di Arcore (ma non dorme lì), poi a marzo ( serata del primo bunga-bunga), poi anocora il 4 e 5 aprile (Pasquetta), il 24, il 25 e il 26 di quello stesso mese. La sera del 25 aprile Wladimir Putin è ad Arcore per una visita informale. E’ a Villa San Martino, cè anche Ruby, è ancora minorenne. Non si sa se la ragazza marocchina, che la famiglia non vede da mesi,la Ruby-rubabaci, o rubacuori, sempre alla ricerca del successo e della bella vita, abbia conosciuto il leader russo. L’amico che regalò il famoso lettone, quello di Patti D’Addario e socie, a Silvio Berlusconi. Una volta “utilizzatore finale”. L’infelice definizione la coniò Niccolò Ghedini nel pieno del ciclone D’Addario. “Berlusconi non sarebbe mai penalmente punibile perché il premier sarebbe solo l’utilizzatore finale” delle donnine allegre portate a pagamento per il bunga- bunga.

14 gennaio 2011. Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti sono indagati dalla Procura di Milano per induzione e sfruttamento della prostituzione di una persona minorenne, Silvio Berlusconi di concussione e prostituzione minorile.
(pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 16 gennaio 2011)