Emilio

“Le russe no, le russe no. Vanno tenute fuori”. Ordine di Emilio Fede agli altri organizzatori della grande bolgia di Arcore. Già, perché chi tra i parlamentari della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha avuto modo di sfogliare le circa 400 pagine sul Ruby-gate, si è fatto una idea precisa. Come ogni rito che si rispetti, anche il Bunga-.bunga ha il suo “pontefice massimo”, Lele Mora e il suo “vescovo”, Emilio Fede, l’ottantenne direttore del berlusconiano TG4. Era lui a scegliere le ragazze, lui a selezionarle, era lui che suggeriva i giochi erotici. Quello più in voga nella calde serate di Arcore, era il gioco dell’infermiera. Le girls entravano in un camerino, si travestivano da infermiere e curavano l’illustre malato: Silvio Berlusconi. Erano toccatine, palpeggiamenti, frasi esplicite, squittii e sussurri, tutte chiamavano il Presidente amorino. Il “vescovo” Fede provvedeva a tutto, nei casi gravi metteva anche mano al portafoglio. “Quante hanno letto tutti i messaggi di lui! A una di quelle che c’erano ieri sera gli ho dato di tasca mia 10mila euro. Perché aveva delle fotografie scattate col telefonino, aveva bisogno di soldi”.

Ma chi frequentava le feste del Cavaliere, quali tipologie di ragazze? A fornire una graduatoria della “scuderia” è Nicole Minetti, la famosissima ex igienista dentale del San Raffaele, un passato da show-girl e un presente dorato di Consigliera regionale in Lombardia. Ne parla con T.M., un’altra ospite che evidentemente chiede lumi. L’intercettazione è del 19 settembre 2010 (pagina 203 della richiesta inviata alla Camera dalla procura di Milano): “Ti volevo briffare sulla cosa (tradotto: ti volevo informare e preparare sull’ambiente che troverai, ndr). Ci sono varie tipologie di persone a quelle feste. C’è la zoccola, la sudamericana che vive nelle favelas e non parla italiano, quella un po’ seria, c’è quella che è un po’ una via di mezzo e poi ci sono io che faccio quel che faccio…”.

Sorridevano le ragazze, dovevano essere sempre allegre e disponibilissime, ma quando parlavano tra di loro, in privato, con la certezza di non essere ascoltate, mostravano tutto il loro schifo per quelle serate. E’ il 25 settembre 2010, solita cena e solito dopocena per pochi intimi del Cavaliere. Parlano le gemelle napoletane Imma ed Eleonora De Vivo, sotto il Vesuvio infaticabili animatrici del comitato “Silvio ci manchi”. “L’ho visto un po’ così, come ti devo dire, out. Gli sono pure caduti quei pochi capelli che ha, è ingrassato. Insomma, è diventato brutto assai. Quello sta più di là che di qua, per me deve solo sganciare. Speriamo che sia generoso, perché io non gli regalo più un cazzo”. Le gemelline partenopee ebbero anche di che lamentarsi perché gli era stato assegnato un appartamento troppo piccolo dalle parti della dimora Olgettina, dove risiedeva la parte più “in” della scuderia. Emilio Fede e Nicole Minetti non gradirono e commentarono in modo sprezzante quella che a loro appariva come una vera e propria ingratitudine: “Ma che vogliono ste due che facevano i pompini a 300 euro”. Soldi, sempre soldi in cambio di prestazioni sessuali, giochi erotici, disponibilità totale. E soldi per tacere. La ragazza Ruby, la minorenne che secondo l’inchiesta della procura milanese avrebbe passato almeno otto dopocena ad Arcore, ne parla col padre.

“Hai capito papà? I suoi avvocati mi hanno detto che lui è disposto a pagare tanto perché io tenga la bocca chiusa” Il padre, un immigrato marocchino che in provincia di Messina si guadagna il pane facendo l’ambulante, risponde solo con un mesto “Sì, ho capito”. “Altro che allegria, altro che baccanali, in quelle feste si respirava un clima maleodorante da postribolo”, Pierluigi Mantini, avvocato abruzzese e deputato dell’Udc, non riesce a contenere il disgusto. “La residenza del premier era stata trasformata in un luogo decadente e penoso, intriso di una umanità usata e un po’ dolente”. Chi ha letto le centinaia di intercettazioni a corredo della richiesta dei pm milanesi, è rimasto colpito dai litigi tra le ragazze sull’entità dei pagamenti e dei regali ricevuti. Ma ad impressionare di più sono i commenti delle partecipanti. Racconta Tm: “Per me è stato tristissimo vedere che tu ti abbassi a toccare il culo a chi non sai come si chiama. Siamo finite in mezzo a un’orgia… mani in mezzo alle gambe. E c’era pure il suo amico bassino e abbronzato”.
(pubblicato su Il Fatto Quotidiano de il 18 gennaio 2011)