Video choc alla Sanità: la rabbia dei boss contro i killer

(di Alessandro Chetta)

Gli alleati furiosi coi mandanti dopo la diffusione del filmato. Alla faccia della presunta vanità: ai boss della camorra non piace affatto la mondovisione. Come si può essere più incauti? Mandare un killer in missione di morte, in pieno giorno, senza accorgersi del Grande fratello? Ovvero di una telecamera puntata esattamente fuori al bar del delitto? Punti interrogativi che potete tranquillamente trasformarle in parolacce: quelle che, secondo due pentiti, sono state pronunciate a gran voce dai capoclan alleati contro i mandanti del delitto di Mario Bacioterracino alla Sanità, quartiere di Napoli, subito dopo il suo assassinio: quei colpi di pistola a freddo immortalati nel “video shock” che poi ha fatto il giro del mondo, complice la decisione della Procura partenopea di diffonderlo per raccogliere potenziali testimonianze e/o sensibilizzare la gente comune (non è ancora chiarissimo).

Il processo in Assise è iniziato: sul banco degli imputati Costanzo Apice, che però ha sempre negato con decisione di essere l’uomo col cappellino che appare pistola in pugno nel filmato. Sono i collaboratori di giustizia Biagio Esposito e Carmine Cerrato a descrivere la furia degli alleati contro i Lo Russo – presunti mandanti dell’omicidio che avrebbero scelto i sicari e deciso il momento dell’agguato – dopo la diffusione pubblica delle immagini. Le accuse dei pentiti, depositate in aula, sono il primo colpo battuto dal pool guidato dal procuratore aggiunto Sandro Pennisilico, dopo il lavoro dei pm Sergio Amato e Enrica Parascandolo.