Matteo Renzi, il compagno di merenda di Berlusconi

(di Alessio Quinto Bernardi)

«O tu che mostri per sì bestial segno
odio sovra colui che tu ti mangi,
dimmi ‘l perché», diss’io, «per tal convegno,

che se tu a ragion di lui ti piangi,
sappiendo chi voi siete e la sua pecca,
nel mondo suso ancora io te ne cangi,

se quella con ch’io parlo non si secca».

(Inferno, Canto XXXII, vv. 133-139)

Povero Renzi! Ormai dopo la missione ad Arcore, nella tana di Berlusconi, i soliti comunisti lo additano come un traditore. Ma egli, giacchè un Antenore piddino, il fece per amore di Firenze, ma anche di Napoli.
«Per Firenze, che è la mia città, quella per la quale ho giurato sulla Costituzione di fare bene il mio lavoro, io vado ad Arcore anche tutti i giorni se serve. Finchè il Governo è guidato da Berlusconi, io parlo con lui e con i suoi ministri. Anche quelli con cui faccio una fatica terribile», queste sono le parole che il sindaco fiorentino, nonchè leader dei rottamatori (senza incentivi o con incentivi lo lascio stabilire ai lettori) del PD, rivolge a chi gli chiede conto dell’incontro con Berlusconi in quel di villa San Martino.
Mi chiedo se la Costituzione, sulla quale l’enfant prodige del PD ha giurato, è la stessa che Berlusconi contribuisce ogni giorno a mortificare, minando le fondamenta della nostra democrazia. Nonostante è un convinto cattolico non rinuncia a trattare con il diavolo. Oggetto della trattativa, stando a quanto riportato dal Corriere, sarebbe “uno stanziamento per Firenze nella legge «milleproroghe» oltre, forse, al via libera per l’istituzione di una tassa di soggiorno che porterebbe nelle casse comunali fiorentine una quindicina di milioni di euro all’anno, soldi provvidenziali per i conti in affanno di Palazzo Vecchio”.

In cambio dovrebbe prendersi in carico un po’ di rifiuti da Napoli, possibilità bocciata, ad esempio, dai sindaci leghisti. Che cosa non si fa per trenta denari. E poi monnezza e rottami sempre prodotti di scarto sono, o mi sbaglio? La cosa non è piaciuta nemmeno all’altro titolare dello “sfascio” (inteso come luogo ove i rottami vengono allocati) del PD, Pippo Civati, che confessa sul suo blog “Avrei preferito una sede istituzionale (anche perché Arcore porta parecchia sfortuna, ultimamente) e un momento diverso da questo, con B che sta per cadere o, almeno, lo speriamo tutti”. Ma Renzi è un uomo caritatevole, intriso di cristiana virtù, tanto da trovare la forza di andare ad incontrare, per amore civico, l’uomo più “solo” d’Italia, abbandonato sia dalla moglie Veronica Lario sia dalla moglie politica Gianfranco Fini, azzoppato dai continui scandali sessuali, depresso per gli innumerevoli fallimenti governativi e prossimo ad incassare la sfiducia parlamentare. Sì, è vero, forse, Renzi è davvero il nuovo leader del PD e della sinistra unita. Ha le potenzialità per fare meglio di Veltroni nel distruggere i comunisti, è dotato di un piglio “inciucistico” più fino di “baffino”, è, mediaticamente e comunicativamente, più efficace di Bersani (obiettivo notoriamente difficilissimo a raggiungersi), non ha l’orecchino di Vendola (sarà allergico al “nichiel”) e non è “giustizialista” come Di Pietro. Avanti popolo, dirotta su Arcore!