Mediashopping: il Presidente del Consiglio per gli acquisti

(di Alessio Quinto Bernardi)

La società va trattata tenendo conto che è composta di persone sensibili alla corruzione, al disprezzo, all’adulazione. Usando queste tre leve non dovrebbe essere difficile dominarla.
(Ennio Flaiano, Taccuino del marziano)

Vuoi perché è il patron del Milan, vuoi perché è il proprietario di Mediaset, resta il fatto che in questi anni il premier Silvio Berlusconi ha maturato grande esperienza nell’arte dell’acquisto vantaggioso. Qualità che, rischiando una sonora sfiducia in quel di Montecitorio, presidiato dal terzopolista-futurista Gianfranco Fini, gli torna utile anche in politica per creare una maggioranza posticcia e tirare a campare continuando a risolvere nel contempo i suoi affari. Business is business: questo è il senso più profondo dell’essere liberale secondo Berlusconi. La compravendita di parlamentari è stata abilmente ricostruita, minuto per minuto, da Antonello Caporale su Repubblica.

“Da quando il trasformismo è diventato un’esigenza” l’ultimo acquisto in ordine cronologico è l’on. Razzi dell’IdV (quello che c’ha il mutuo a carico), per il quale suona bene il ritornello della canzone di Viola Valentino “comprami, io sono in vendita, ma non mi credere irraggiungibile”. Scriveva il grande Leo Longanesi “La virtù affascina, ma c’è sempre in noi la speranza di poterla corrompere“. Ed il Cavaliere, da ottimista qual è, spera sempre. L’altro “Giuda” dell’IdV è l’Onorevole Scilipoti che dichiara candidamente: “Sì alla sfiducia, ma sono finito”, però poi aggiunge “Dovete avere la pazienza di aspettare fino al 14 dicembre”, nonostante sia confluito assieme a Massimo Calearo e Bruno Cesario, dei record-men del trasformismo (già ex-PD ed ex-Api in un’unica legislatura), nella formazione parlamentare creata ad hoc “Movimento di responsabilità nazionale”. Quale responsabilità abbiano verso il Paese questi parassiti politico-opportunisti è un mistero, ma, del resto, non è forse l’Italia il Paese dei misteri? Come voteranno di preciso non si sa: le troppe offerte hanno creato confusione nei “responsabili”, ma cercheranno la convergenza al momento maturo assicura Cesario “arriveremo ad una posizione univoca”. Posizione univoca che, per Calearo, “sarà probabilmente l’astensione”.

La verità è che abbiamo una classe politica talmente mediocre e scriteriata che, o perchè non hanno maturato i contributi per la pingue pensione parlamentare oppure perché si rischia di non essere ricandidati o per qualsivoglia opportunità, i nostri parlamentari, al fischio del pifferaio, son sempre pronti a cambiare casacca o vendersi al miglior offerente. Lungi dal pensare di cambiare il Paese, costoro sono dediti solo a cambiare alla bisogna posizione entro l’arco parlamentare.

Il segretario del PD Bersani parla senza mezze misure di corruzione riguardo al fenomeno della compravendita degli onorevoli. Cosa che non stupisce. E’ una pratica tollerata, seppur deprecabile ed ai limiti della legalità, in uno Stato di non diritto, nel quale il corrotto viene punito ed il corruttore fa il bello ed il cattivo tempo.