Arresti in Molise

(di Paolo De Chiara)

Una serie di condotte di reato protrattesi nel tempo in danno dell’ambiente, della salute, della pubblica amministrazione e della fede politica. Tutto questo emerge dalle indagini dei carabinieri del Noe di Campobasso, coordinate dalla Procura della Repubblica di Larino. Il terremoto politico ha coinvolto anche il presidente della Giunta Regionale Michele Iorio. In totale sono diciotto le persone sottoposte a procedimenti giudiziari. Di cui quattro con una misura cautelare in carcere. Dall’operazione “Open Gates” emerge uno spaccato drammatico. Fanghi non trattati e sparsi sui terreni, mancati controlli, documenti falsi. Le indagini, iniziate nel 2007, hanno messo in risalto l’attività di Antonio Del Torto, presidente del consorzio industriale Valle del Biferno e amministratore della Inside srl. Proprio Del Torto, qualche tempo fa, lanciò il guanto di sfida bevendo pubblicamente l’acqua del depuratore. “Con il concorso di professionisti compiacenti – scrive il procuratore facente funzioni della Procura di Larino Luca Venturi – organizzavano e gestivano un traffico illecito di ingenti quantitativi di rifiuti, prodotti quotidianamente dall’impianto Coniv”.

I rifiuti “venivano illecitamente smaltiti con operazioni di spandimento su oltre 200ettari di terreno gestiti da aziende agricole ubicate nel Basso Molise”. Insieme a Del Torto sono finiti in carcere Antonio Campana (responsabile del settore Ambiente della Regione Molise), Michele Sottile (agronomo di San Martino in Pensilis) e Elio Scurti (direttore tecnico del Coniv di San Salvo). “Altro profilo di illegalità – secondo la Procura – deriva dal fatto che alcune particelle fondiarie dove era autorizzato lo spandimento sono soggette al concreto pericolo di inondazione naturale del fiume Biferno: su fondi di pericolosità idraulica anche “elevata”. Un altro aspetto dell’indagine ha fatto emergere che il titolare della società Inside srl, in qualità di presidente del Cosib di Termoli (Antonio Del Torto, ndr), in concorso con suoi collaboratori, mediante la produzione di atti falsi e la corruzione di un funzionario della Provincia di Campobasso, otteneva la deliberazione di tale autorità amministrativa che mutava la natura dell’autorizzazione allo scarico dell’impianto di depurazione consortile del Cosib”. Agli arresti domiciliari sono finiti: Michele Serago (biologo), Rossana Catelli (segretaria di Antonio Del Torto) e Giuseppe Perrino (funzionario della Provincia di Campobasso). Mentre sono stati sottoposti al divieto di dimora in Molise Vittorio Abiuso (responsabile Area tecnica del Cosib) e Franco Di Michele (responsabile depuratore Cosib). Per Giovanni Vincenzo Del Torto (responsabile laboratorio analisi Arpam) è scattato l’obbligo di firma. Una parte dell’inchiesta riguarda anche la nomina di Del Torto a presidente Cosib fatta dal presidente della Regione Molise Michele Iorio.

“Altro segmento investigativo – si legge nel comunicato della Procura di Larino – di cui hanno dovuto occuparsi gli inquirenti ha riguardato la nomina, da parte del presidente della Regione Molise, del presidente del Cosib, come commissario straordinario dell’ente pubblico economico dal medesimo già presieduto. Ciò, nella prospettiva accusatoria avallata dal gip, con violazione delle norme ordinarie di gestione dei Consorzi di Sviluppo industriale, con preordinata concertazione ed attuazione di una operazione volta a veicolare volutamente la vita dell’ente in una situazione patologica di ingovernabilità tale da realizzare le condizioni necessarie a che venisse nominato il Presidente del Cosib come commissario straordinario”. Secondo la Procura l’azione prolungata nel tempo “mediante la proroga del provvedimento di commissariamento” è stata realizzata per “estromettere dall’azione di governo del Consorzio gli organi ordinari, concentrando tutti i poteri in capo al presidente-commissario. Che “avrebbe realizzato condotte delittuose come quelle riguardanti la vicenda dello scarico direttamente in mare”.

Insieme al presidente della Regione Molise, Michele Iorio, sono stati indagati per reati contro l’ambiente e contro la pubblica amministrazione Francesco Di Falco (consigliere regionale), Luigi Petracca (responsabile Arpa Molise), Franco Di Michele (responsabile tecnico del depuratore Cosib), Giuseppe Caruso (ingegnere Arpam), Giuseppe Moffa, Gabriele Cipolletti (agricoltore di Guglionesi), Walter Damonti (chimico di Chieti) e Danilo Dell’Orso. Nell’inchiesta emerge anche il reato di concussione. Infatti Del Torto, secondo gli inquirenti, con la partecipazione di Francesco Di Falco, avrebbe “veicolato” il voto in consiglio comunale di un consigliere di maggioranza e assicuratore di Termoli (in cambio della stipula di polizze sottoscritte dal Cosib per 45mila euro) per far cadere l’amministrazione del sindaco Greco. Un vero e proprio ostacolo per gli affari del commissario del Cosib (Del Torto). Secondo la Procura e il gip di Larino “un funzionario dell’Arpa Molise rivelava al titolare della società Inside srl l’esistenza di un’istruttoria e la pianificata ispezione di personale tecnico dell’Agenzia regionale; ispezione avente ad oggetto l’attività di spandimento dei fanghi di depurazione”. Una condotta per ottenere il supporto del titolare della Inside per la propria carriera da funzionario. L’operazione ha portato anche al sequestro di un impianto di depurazione (Coniv di Montenero di Bisaccia) e di due laboratori di analisi chimico fisiche di Campobasso e Chieti.