Parco Sud: condanne in primo grado sulla ‘ndrangheta a Milano

(di Luca Rinaldi)
Tre settimane fa il pm Alessandra Dolci nell’aula bunker di Ponte Lambro concludeva la sua requisitoria nel processo Parco Sud, uno dei più importanti, se non il più importante, processo sui collegamenti tra esponenti della ‘ndrangheta ed elementi della classe politico-imprenditoriale lombarda.

LE RICHIESTE DEL PM

Dolci chiese in tutto 90 anni di carcere tra boss e colletti bianchi che, secondo l’accusa, avrebbero di fatto controllato il territorio dell’hinterland milanese e non solo, a suon di minacce, proiettili e appalti pilotati in regime praticamente monopolistico. Gli imputati sono in tutto dodici.
Il pm in particolare aveva chiesto dieci anni per Salvatore e Rosario Barbaro, ritenuti promotori dell’associazione mafiosa legata alla cosca Papalia, originaria di Platì, ma da anni ben insediata a Buccinasco. Otto anni chiesti per Antonio Perre detto Toto U Cainu, latitante fino a poche settimane fa, poi consegnatosi alla stazione dei carabinieri di Platì. Perre è ritenuto dall’accusa il braccio destro del capoclan. Sei anni invece chiesti per Domenico Papalia, figlio di Antonio che per oltre vent’anni resse la ‘ndrangheta in Lombardia.
Ci sono poi le richieste di condanna per i vertici della Kreiamo Spa, in particolare per Andrea Madaffari. Per lui chiesti otto anni con l’accusa di essere il tramite tra la mafia e il mondo imprenditoriale. Fino al momento del suo arresto Madaffari è stato uno dei soci della Kreiamo Spa, holding del settore immobiliare ritenuta dai pm la lavatrice del denaro proveniente dai traffici mafiosi. Il ruolo dell’altro socio di Kreiamo Spa, Alfredo Iorio, che però non è imputato in questo processo, sarebbe stato quello di agganciare gli ambienti politici per conto delle cosche.


LE CONDANNE

Il 28 ottobre scorso arrivano le condanne in primo grado dal gup Donatella Banci Bonamici: sei anni per associazione mafiosa all’imprenditore Andrea Madaffari, per cui si conferma, almeno in primo grado, la circostanza sedonco cui avrebbe messo a disposizione delle cosche, in particolare dei Barbaro, la propria ditta nel settore edile e del movimento terra nelle zone del sud-ovest milanese. Kreiamo Spa era infatti controllante di Immobiliare Buccinasco Srl, riconducibile proprio ai Barbaro.
Altre sette condanne, a pene fino a 8 anni e 8 mesi di reclusione, sono state inflitte a vari esponenti della famiglia Barbaro-Papalia. Assolti Fortunato Startari dall’accusa di favoreggiamento e Franco Michele Mazzone per quanto riguarda l’associazione mafiosa. A Salvatore Barbaro, già condannato nei mesi scorsi per associazione mafiosa e ritenuto uno dei boss più influenti della ‘ndrangheta in Lombardia, sono stati inflitti 8 anni e 4 mesi di reclusione. Sono arrivati poi gli 8 anni e 8 mesi per il padre Domenico e 8 anni e 6 mesi per il fratello Rosario. Un altro esponente del clan, Francesco Barbaro, ha incassato 6 anni e 6 mesi di reclusione.
Condannati a pene superiori ai 6 anni anche il latitante Domenico Papalia, nipote del boss Rocco Papapalia e Antonio Perre detto Toto U Cainu, latitante fino a poche settimane fa, poi consegnatosi alla stazione dei carabinieri di Platì. Perre è ritenuto dall’accusa il braccio destro del capoclan.
Stralciato invece il procedimento nei confronti di Alfredo Iorio, presidente della Kreiamo Spa, che il 12 novembre risponderà anche lui di associazione mafiosa e corruzione per il coinvolgimento della Kreiamo Spa nel sistema tangentizio con esponenti della politica locale volto all’assegnazione pilotata degli appalti.

CREIAMO E I CONTATTI CON LA POLITICA

Il 22 febbraio scorso finiscono in manette, nell’ambito di una costola dell’Operazione Parco Sud, l’ex sindaco PD di Trezzano sul Naviglio, Tiziano Butturini e l’ex consigliere comunale del PDL Michele Iannuzzi. Tiziano Butturini all’epoce dell’arresto è presidente del consiglio d’amministrazione di Tasm S.p.A. e di Amiacque s.r.l., aziende pubbliche che si occupano di tutela e gestione delle risorse idriche dell’area milanese. Michele Iannuzzi, assessore ai lavori pubblici ed ecologia della Commissione Edilizia fino al giugno 2005, oggi consigliere del Cda di Tasm S.p.a. la stessa azienda di cui è presidente Butturini. I due a contatto con Iorio e Madaffari avrebbero preso tangenti per assegnare lavori alle imprese della Kreiamo Spa. Butturini e Iannuzzi hanno patteggiato lo scorso giugno ricevendo pene di 2 anni e 5 mesi e 2 anni e 8 mesi di reclusione. Madaffari incassò 3 anni e 4 mesi per corruzione proprio nei confronti degli stessi Butturini e Iannuzzi.

(lucarinaldi.blogspot.com)