La Libera Scuola dei Popoli Padani


(di Salvatore Brundolino)

”E’ davvero paradossale lo spettacolo offerto oggi dalla fantomatica Libera scuola dei popoli padani, guidata dalla moglie di Umberto Bossi e finanziata con 800mila euro provenienti dal Fondo Aree Sottoutilizzate. Questa Lega ladrona pretende di dare lezioni sulla scuola, ma ancora una volta si mette in cattedra con i soldi del Sud”.
Lo afferma Sergio D’Antoni, deputato Pd e vicepresidente della commissione Finanze della Camera, a proposito dei fondi stanziati dalla Commissione Bilancio del Senato, in favore della scuola Bosina, o Libera Scuola dei Popoli Padani, fondata nel 1998 da Manuela Marrone, moglie di Umberto Bossi.
”Nel merito – avverte D’Antoni – siamo di fronte a un sistema che dequalifica l’offerta formativa, chiude gli orizzonti agli studenti e allenta gli stessi cardini dell’unita’ nazionale. Quanto al metodo, c’è solo da rilevare, ancora una volta, la faccia tosta di chi condanna i furbi solo a parole, facendo parte della categoria a pieno titolo. Un drammatico segno dei tempi, quote latte docet”, conclude.

Il Governo ha ben altro da pensare, piuttosto che all’offerta formativa e la cultura. Con la cultura non solo “Non si mangia” ma non si fanno neppure affari. Per le nuove generazioni si profila un futuro in cui la regola sarà l’arrivismo mentre la legge e il suo rispetto saranno un optional da sbandierare quando si vuole ammantare le proprie nefandezze di legalità e perbenismo. Una società più ignorante è una società meno libera, dove le coscienze sono ostaggio del pensiero dominante. La scuola pubblica sta attraversando un periodo di cosiddette riforme, alibi per nascondere il degrado sociale, politico e culturale per accelerare lo smantellamento del sistema formativo. Con la retorica della meritocrazia e dell’efficienza si nasconde un drammatico gioco di potere.

La società nel suo complesso deve adoperarsi per la costruzione di un reale cambiamento per la riqualificazione della scuola, dell’università, dei servizi sociali per un nuovo vissuto di solidarietà e di difesa del sapere.