Bertolaso copia le frasi sul Vesuvio dai bagni degli autogrill

(di Alessandro Chetta)

“Forza Vesuvio, forza Etna”. “Vesuvio pensaci tu”. Quante volte avrete letto questi incoraggiamenti al vulcano nei cessi degli autogrill (cessi, sì, vorreste qualificarli “toilette”?), scritti con l’Uniposca blu, nero, rosso. Parecchie, eh? Anche Guido Bertolaso, durante un brindisi con suoi correligionari, si è lasciato scappare “Se il Vesuvio si svegliasse non sarebbe questa gran disgrazia”. Il gran capo della Protezione civile deve aver adocchiato le scritte sulle porte dei gabinetti autostradali, firmate da ultras bresciani, romanisti, cagliaritani oppure da agenti assicurativi truffati da napoletani.
La smentita è stata deboluccia: “Frase estrapolata dal contesto”. Anche il deputato leghista Salvini cantò “Mamma che puzza/scappano i cani/stanno arrivando i napoletani” fuori contesto. E ancora, sintetizzando: “Il dott. Bertolaso voleva dire che alla sua struttura non fa paura più nulla, neanche un’eruzione, visto che ha già affrontato tante emergenze”.
Riepilogo mentalmente e mi appaiono Verdone e Paolantoni. Il primo nel film “Troppo forte” da aspirante stuntman sbruffoneggiava: “L’Aids? Magari me venisse! c’ho gli anticorpi coi controco****ni. In du’ ore l’ho stroncato…”. Per catastrofica analogia: la lava? Magari. La placco in due giorni.

Il secondo, Paolantoni, è nei panni del terrone diventato leghista, Gino Ramaglia, personaggio di una fortunata serie su Odeon tv “Fiori di zucca”. La sua proposta era: “Mettere i napoletani tutti in un recinto alto-alto-alto fino al soffitto, poi prendere la benzina, cospargere, e accendere il fuoco”.
Attori, sketch, film comici, varietà. Bertolaso invece è Sottosegretario all’emergenza rifiuti e capo della Protezione civile italiana. Il bello è che sulle “vulcaniche” affermazioni non pochi napoletani hanno riso amaro ed esclamato: vuoi dargli torto?

(pubblicato su corriedelmezzogiono.it – 1 novembre 2010)