Lodo Alfano: nessun eguale nel mondo

Congelati tutti i processi del premier Berlusconi. Anche quelli iniziati già prima dell’assunzione della carica. Uno scudo giudiziario retroattivo approvato lo scorso martedì in commissione Affari costituzionali al Senato. Un lodo – anche se etimologicamente di lodo non si tratta – che riguarderebbe anche il Presidente della Repubblica.

In commissione passa a maggioranza anche con il voto dei finiani: 15 favorevoli, 7 contrari. E Giulia Bongiorno spiega che l’”obiettivo di salvaguardare la serenità nello svolgimento delle funzioni delle alte cariche potrebbe essere compromesso se non venissero sospesi processi per fatti antecedenti”. Gli uomini di Berlusconi continuano col mantra di adeguarsi a quelle che sono le norme di tutela delle più alte cariche dello Stato degli altri Paesi democratici.

Ma a ben guardare, il Lodo Alfano in salsa costituzionale è un unicum in tutti gli Stati europei.In Gran Bretagna, ad esempio, la sola Regina, che formalmente è anche capo del Governo, ma solo per atti costituzionali e di tradizione secolare, è persona inviolabile dalla magistratura, non potendo essere arrestata o chiamata a testimoniare, ed è irresponsabile penalmente e civilmente delle sue azioni. Per effetto dell’irresponsabilità del Sovrano, Premier e membri del governo rispondono direttamente alla magistratura di ogni loro azione, civilmente e penalmente.

In Gran Bretagna è addirittura caduta in desuetudine l’antica procedura di autorizzazione a procedere da parte del Parlamento. Anche negli Stati Uniti non troviamo alcuna norma che possa essere accostata al Lodo Alfano. La costituzione americana non prevede immunità particolari per il Presidente, né per altre cariche Federali. Vengono, però, disciplinati casi e procedure in caso di loro messa in stato di accusa dalla Camera, secondo il procedimento di “impeachment”; ma solo ed esclusivamente quando vengono sospettati di aver commesso fatti gravi nell’esercizio delle proprie funzioni.

Nella storia degli Stati Uniti solo due Presidenti sono stati sottoposti a questa procedura: il repubblicano Andrew Johnson, nel 1868, e il democratico Bill Clinton, nel 1999. Altro caso è quello del Presidente Richard Nixon che, implicato nello scandalo Watergate, evitò il procedimento presentando le dimissioni nel 1974.
Anche nella democratica e civile Germania la Legge Fondamentale non prevede un regime di immunità per la responsabilità penale dei membri del Governo. Come i ministri, il Cancelliere federale è dunque sottoposto alle norme di diritto comune sulla responsabilità penale, come qualsiasi cittadino, ed incorre nelle loro stesse sanzioni. Risponde, però, a un apposito tribunale per i reati commessi nell’esercizio della sua funzione. Il Cancelliere può quindi essere chiamato a rispondere dalla magistratura ordinaria in qualsiasi momento.
In Francia e in Spagna è prevista una speciale responsabilità penale dei Ministri e del Primo Ministro, ma sempre per i reati commessi nell’esercizio delle funzioni. Immunità che non vale per i reati comuni. In Francia, infatti, tutti i ministri, compreso il Premier, possono essere indagati senza bisogno di richieste ed in qualsiasi momento.

Per quanto riguarda, invece, il capo dello Stato, la Spagna, come in ogni monarchia, prevede l’inviolabilità della persona del Re, non soggetta ad alcuna responsabilità.
Diverso è il discorso per il Presidente della Repubblica in Francia. La Costituzione francese prevede l’immunità assoluta del presidente della Repubblica per la durata del suo mandato, salvo i casi di “impeachment” da parte del Parlamento per il reato di alto tradimento.
L’ex Presidente della Repubblica Chirac, infatti, ha potuto godere di un’immunità “ad personam” riformata durante il proprio mandato e concessagli dal 2000 fino al 2007.
Ma sempre di Presidente della Repubblica si tratta. Mai, in nessuno Stato democratico, di Presidente del Consiglio dei Ministri, come Berlusconi e i suoi uomini continuano a volerci far credere.