Un “Grillo” per la testa

Oltre 70 mila persone. 180 mila presenze. 120 mila persone. Numeri. Chi dice di più, chi meno. Ma il concetto è sempre lo stesso: in tantissimi sono accorsi alla Woodstock di Cesena, organizzata dall’ormai ex comico Beppe Grillo. Qualcosa di più, da tempo, di un semplice personaggio col gusto di far ridere i suoi spettatori.
Pubblicità dell’evento? Poca o nulla. Nessuna televisione, pochi quotidiani parlano della due giorni nei pressi di Cesena. Pensa a tutto il Web. Quella rete che entra ormai in tutte le case degli italiani. Una tecnologia un tempo osteggiata dallo stesso Grillo (ricordate quando prendeva a mazzate i computer?). Oggi, invece, Beppe (così si fa chiamare dai suoi fans) usa Internet, ci lavora, critica, propone e organizza, sempre coi pc, sempre con Internet.

Dopo venti minuti di passeggiata dalla stazione, si entra nel parco che ospita i grillini. Già all’ingresso ci si rende conto di essere ad una manifestazione (festa? Kermesse musicale? Incontro?) particolare. Due colline fanno da ali per l’ingresso nello spiazzo centrale. Di fronte un grande palco che ospita gruppi musicali, cantanti, giornalisti, studiosi e politici. Sia chiaro, nessun peones italiano. Ore ed ore di musica a tutto volume, intervallate qua e là da fugaci interventi. I più attesi quelli, ovviamente, del padrone di casa, Beppe Grillo, di Marco Travaglio, di Dario Fo. Altri ancora gli ospiti. E di livello internazionale.
Solo una kermesse musicale, quindi? Forse no, qualcosa di più. L’età media è incalcolabile. Ci sono ragazzi e ragazze. Ma anche tanti adulti con i loro bambini che corrono per il prato. Anche alcuni anziani. Ai lati dello spiazzo centrale ci si può rifornire gratuitamente di acqua tramite le cisterne, posizionate dai grillini, che entusiasti dicono a tutti che “l’acqua è pubblica”. C’è anche un piccolo spazio dedicato ai più piccoli. Per farli giocare, correre e divertire, mentre i genitori sono lì a guardare lo spettacolo, a ballare e, come dice qualcuno, “a fare politica, la vera Politica”.

Anche uno stand di oggetti smarriti. Arriva di tutto, come portafogli con ancora i soldi dentro. Passeggiando per il prato verde si vedono ovunque secchi della spazzatura con la immancabile raccolta differenziate, mentre per terra nessuna cartaccia, pochissime cicche di sigarette, qualche spinello qua e là. “Guarda che roba, neanche una carta in terra, ne ho buttate io sennò non ci crede nessuno, ci portano portafogli smarriti coi soldi dentro, bevono chinotti e yogurt al mirtillo, staremo mica diventando Cl…” scherza Grillo.Il sole cade a picco sui tanti in attesa dei gruppi preferiti. Cappellini improvvisati con fogli di giornale coprono le teste della gente. Il più atteso è sempre lui, Beppe Grillo, che ogni tanto entra sul palco, improvvisa due battute, ed esce lasciando la scena alla musica.

Il suo momento arriva, tutti si alzano in piedi e ascoltano le invettive del comico genovese. “Basta con Fassino, D’Alma, Chiamparino, Bossi e Maroni. Facciano un’esperienza straordinaria, vadano a lavorare!”. La demagogia alla Grillo si dirà…Ma continua facendosi più serio: “Noi siamo vivi e ci saremo, dappertutto, anche in Parlamento. Sceglieremo insieme 10-20 ragazzi, che condividano le nostre idee, e li manderemo a Roma. Saremo scelti dal basso attraverso la Rete”. Grillo, infatti, ha dato vita ad una “piattaforma nazionale”, dove chiunque può iscriversi, candidarsi alle elezioni, sia politiche che amministrative, costruire una lista civica e vedere l’esito delle sue proposte. Torna, poi, a chiudersi a riccio, in maniera forse aprioristica. “Non faremo alcuna alleanza con alcun partito. Su questo siamo categorici. Il nostro sostegno andrà solo alle migliaia di comitati civici e ai milioni di cittadini che combattono cause concrete: l’acqua, i rifiuti, il no al nucleare, il no DalMolin”. Resta comunque coerente con la linea che già adottò diverse settimane fa, quando De Magistris, eurodeputato dell’Idv, aprì ai grillini, ricevendo come risposta una secca bacchettata dal loro “guru”.
Un comico? Non più, di certo. Un politico? Forse. Di sicuro non da Prima Repubblica, ma neppure da Seconda…