Il fuoco di Napoli

Svanito Bertolaso, riemergono quattro milioni di tonnellate di rifiuti. Rivolta a Terzigno

È esploso il Vesuvio. Ma non sta eruttando cenere e lapilli, pietre e lava. Dalle sue viscere tracima un maleodorante impasto di rifiuti e incompetenza, pessima politica e promesse fallite, rabbia popolare e giochi di potere. Erutta il Vesuvio su Terzigno, Boscoreale, Boscotrecase, Pompei e Torre Annunziata, i paesi e le città alle sue falde. Qui su migliaia di uomini e donne, vecchi e bambini, onesti e malacarne, incombe l’incubo di 3-4 milioni di tonnellate di monnezza. Rifiuti allo stato puro: carte, avanzi di cibo, bidoni, copertoni, plastiche, insomma, tutto quello che la modernità made in Partenope vomita ogni giorno. Altro che miracolo berlusconiano, altro che mano santa di San Guido Bertolaso. Benvenuti sulla rotonda che divide Terzigno dagli altri paesi vesuviani, c’è la gente in piazza, vecchi, giovani, uomini donne, bambini e sindaci che annunciano scioperi della fame e restituzione delle fasce tricolori. Ci sono blocchi stradali, furgoni con i carabinieri in assetto antisommossa e ragazzi che girano sui motorini.

Come a Chiaiano nel 2008

Napoli è lontana, è passato qualche anno, ma sembra di essere a Chiaiano nel 2008. Perché anche qui si lotta contro l’apertura di una nuova discarica. Un fosso da tre milioni di tonnellate di monnezza, che può arrivare anche a 15, proprio accanto all’altro grande buco che chiamano ex discarica Sari. Una voragine dove dovevano scaricare 700 mila tonnellate di rifiuti. Sono raddoppiate. Ed è guerriglia. Nella notte tra giovedì e venerdì sono stati incendiati due autocompattatori (camion) pieni di rifiuti. La polizia ha caricato, sparato lacrimogeni (“ad altezza d’uomo e c’erano pure le creature”, denunciano i manifestanti). La gente ha tirato sassi. Uno ha ferito il vicequestore Sergio Di Mauro. “Ci stanno ammazzando, stanno distruggendo il territorio, siamo stati ingannati. Noi non molleremo mai fino a quando il governo non dirà chiaro e tondo che la seconda discarica sul Vesuvio non si farà.Bertolaso e Berlusconi ci hanno presi per i fondelli”. Chi parla non è un no global, né un nemico del Cavaliere, ma il capogruppo del Pdl di Terzigno, Giuseppe De Simone.

Sindaci di destra ma contro il governo

Giovane commerciante, dice con orgoglio che il suo Comune (15 mila abitanti) regala il 70% dei voti a Berlusconi. Il sindaco è in giro: Mimì Auricchio, commerciante di frutta secca ed è molto amico di Berlusconi.“Fu lui–ricorda con orgoglio il consigliere De Simone – a regalare il logo di Forza Italia al Cavaliere”. “E questo è il ringraziamento – sbotta Raffaela Buoninconti,assessore al Bilancio,Pdl pure lei – noi siamo nel Parco Nazionale del Vesuvio, produciamo dell’ottimo Lacryma Christi,frutta pregiata,prodotti che ora nessuno vuole più”.

La delusione cresce, la rabbia aumenta, la protesta monta,ed è guidata dai sindaci,tutti del Pdl, da Terzigno a Boscoreale fino a Boscotrecase. In tutta l’area c’è un solo sindaco di centrosinistra,il sindaco di Trecase. E per capire il perché di questa nuova rivolta contro la monnezza bisogna inerpicarsi fino a via Nespola della Monaca, tra alberi di albicocca,piccole selve di nocciole e viti antiche. Qui ci sono le discariche della discordia e i due camion bruciati l’altra notte. La polizia ci blocca,il sito è area militare, off-limits, e sulle nostre teste volteggia un elicottero dei carabinieri. L’odore è tremendo, una strana patina si attacca sulla pelle e provoca pruriti: “Questo è niente, d’estate era impossibile respirare, chi non aveva l’aria condizionata era fottuto perché doveva dormire con le finestre sbarrate e gli stracci  sotto le porte”, Luigi è un pensionato delle Ferrovie. Sa tutto di quello che chiama “il grande imbroglio”: “Ci avevano promesso la differenziata, l’inceneritore, tutte balle. Fin dall’inizio avevano in mente una sola soluzione: i fossi, le discariche che uccidono i territori e avvelenano l’ambiente”.Luigi,l’ex ferroviere è in attesa di trapianto di reni. “E da domani, scrivetelo, sospenderò la dialisi fino a quando questa chiavica di governo non metterà nero su bianco che la seconda discarica non si farà e che la prima verrà bonificata”. Chi si oppone alle nuove discariche è fuorilegge, parola di Bertolaso. L’uomo del  miracolo fallito. Perché la raccolta differenziata è al palo, la monnezza viene tritovagliata (separata e ridotta a pezzetti) solo in minima parte, il termovalorizzatore di Acerra dovrebbe bruciare 2000 tonnellate al giorno e a mala pena ne incenerisce 500. “E qui arrivano veleni, vieni a vedere”: Biagio, ex operaio di quella che era l’Alfa Sud, al blocco ci mostra una collina di rifiuti. È il carico di un camion che i manifestanti hanno fatto scaricare proprio sulla rotonda. Dentro c’è di tutto. Niente è stato ”trattato”. Rifiuti allo stato puro.E inganni,perché qui il governo aveva promesso soldi. Cinquemila euro al giorno più 14 milioni per mettere in sicurezza la strada che porta alla discarica. “Non abbiamo visto un centesimo”, dicono al Comune di Terzigno. Imbufaliti.

Il blocco continua. Arriveranno altri camion della monnezza: “Li bloccheremo. Costi quello che costi”. Sotto il Vesuvio inizia un’altra notte di tensione.

(pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 25 settembre 2010)