Le bandiere del Popolo Viola

(di Francesco Creazzo)

No Mafia Day 2010

No Mafia Day 2010

Le bandiere del “Popolo Viola” si scoloriscono e assumono i più disparati colori sotto la pioggia battente che accompagna il “No Mafia Day” nazionale di ieri a Reggio Calabria.

Il maltempo ha pesantemente ridimensionato la partecipazione alla manifestazione, annunciata come oceanica, salvo poi essere snobbata dalle varie organizzazioni di tutto il sud che, evidentemente, hanno preferito rispondere al richiamo della manifestazione romana contro il governo convocata dall’opposizione.

Solo 450 le presenze accertate dalla questura reggina per un corteo che ha preso le mosse attorno alle 16 e 30 dalla stazione per seguire un percorso che, passando dal lungomare, ha portato i partecipanti a riunirsi davanti al palco allestito in piazza Duomo.

Pochi cittadini nelle fila dei manifestanti: la manifestazione, annunciata come apartitica, ha registrato invece la presenza di varie bandiere ma soprattutto di vari esponenti del mondo politico tra cui il vicesindaco della città Giuseppe Raffa che munito di gonfalone, ha sfilato coi manifestanti in virtù dell’adesione del comune di Reggio, accanto a lui lo stendardo della regione rappresentata dall’assessore Michelangelo Tripodi e la provincia con Omar Minniti.

Il corteo è partito con le migliori intenzioni ma di mafia ha parlato poco: tra i cori contro il presidente del consiglio Berlusconi, le esortazioni a tener «fuori la mafia dallo Stato» e le immancabili note di “Bella ciao” ciò che resta è un corteo fortemente politicizzato che non si occupa di fare, salvo una volta, i nomi degli ndranghetisti, nemmeno quando sfila davanti al bar sequestrato negli scorsi mesi alla cosca Lo Giudice.

La contestazione politica si è poi infuocata quando i manifestanti sono transitati accanto al teatro Cilea dove la stessa amministrazione comunale che ha aderito al “No Mafia Day” commemorava la figura di Bettino Craxi in presenza della figlia Stefania e di Vittorio Sgarbi.

Il corteo si è però svolto in maniera pacifica. Molte, come detto, le sigle presenti dietro gli striscioni: le bandiere erano state vietate dagli organizzatori ma la federazione della sinistra e Italia dei Valori sono state sorde all’appello, essendo scese in piazza con simboli, striscioni e stendardi seguiti da militanti ed esponenti politici.

Numerosi i movimenti e le associazioni rappresentate, dai partiti alla rete No Ponte, all’Unione degli Studenti, passando per il Wwf, Legambiente e Libera per arrivare agli “ospiti” giunti da fuori: “Energia Messinese”, il “Popolo Viola” di Bari, i comitati dei precari della scuola e il caratteristico maggiolone dell’Onlus intitolata al commerciante locrese ucciso dalla ndrangheta Gianluca Congiusta.

Attorno alle 18 e 30 il corteo è approdato in piazza Duomo dove, sotto una pioggia incessante, ha aspettato l’inizio dei discorsi dal palco che è avvenuto solo mezz’ora più tardi.

Gli organizzatori, proprio dal palco di piazza Duomo, hanno sollevato una piccola polemica sull’improprio termine utilizzato dalla regione Calabria per designare la propria partecipazione alla manifestazione: “patrocinio”. Lo stesso speaker del “Popolo Viola” ha chiarito che si trattava, di una semplice adesione.

Si è placata così la questione che aveva portato l’associazione nazionale dei familiari delle vittime di mafia a ritirare la propria adesione al “No Mafia Day” per incompatibilità con le vicende giudiziarie del governatore Agazio Loiero.