Diritti negati dalle mafie. Il ruolo dell’informazione per una società responsabile in Umbria

Diritti NegatiSpoleto, venerdì 5 Marzo, Caffè letterario, Biblioteca comunale di Palazzo Mauri, via  Brignone, ore 17.00.

Intervengono: Enrico Fierro Il Fatto quotidiano, Roberto Morrione Libera Informazione. Modera il dibattito Elisabetta Proietti.

La Fondazione Libera Informazione – Osservatorio nazionale sull’informazione per la legalità e contro le mafie, promossa da Libera nel settembre del 2007, ha intrapreso in Umbria  un percorso con l’Assessorato regionale alle politiche sociali sul tema dei “Diritti negati dalle mafie”. Un ciclo di incontri per fare il punto sul rapporto fra i diritti, la presenza di capitali mafiosi nell’economia legale e il ruolo e le responsabilità del mondo dell’informazione  nel racconto di questo fenomeno.

Libera Informazione ha scelto Spoleto per il primo degli appuntamenti in programma  sull’informazione e i “diritti negati dalle mafie”. In compagnia del giornalista Enrico Fierro, oggi firma del quotidiano “Il Fatto”, autore di “Malaitalia, storie di mafiosi, eroi e cacciatori” e Roberto Morrione, presidente della Fondazione Libera Informazione, si parlerà di mafie e antimafia, di diritti negati e dei protagonisti di questa lotta silenziosa ma quotidiana, per riappropiarsene.

Dentro Malitalia, un libro/documentario, l’interminabile conflitto quotidiano della Campania, Calabria e Sicilia. Storie di uomini spesso dimenticati. Storie di vittime e carnefici, di onesti e collusi. Passando per la Rosarno dei “neri” e le carte mai trovate di Totò Riina, forse in mano dell’ultimo grande latitante di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro. In tre regioni italiane si combatte una guerra nell’indifferenza generale del Paese.

Le mafie si sono spostate da anni al centro – nord ed oggi molte regioni sono il luogo in cui si ripuliscono e reinvestono i soldi delle mafie. E dopo l’ingresso nell’economia legale, le organizzazioni criminali, stanno facendo sentire la propria presenza sui territori. Il Lazio e la Lombardia, sono ad oggi l’esempio di queste dinamiche. L’Umbria non è estranea. Una commissione regionale d’inchiesta si è costituita in questi mesi per proporre nuove misure nel contrasto al crimine organizzato nella regione.

Info: Fondazione Libera Informazione